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    Verso La Partita Applaudita: intervista a Gori e Cardullo

Il presidente del CRU FIGC LND Luigi Repace e il presidente di ANCI Umbria Gori aprono con entusiasmo i cancelli degli impianti sportivi di tutta la regione a ‘La partita applaudita', evento ideato e promosso con enorme successo dal binomio vincente Calcio Fair Play-FIGC Toscana. Col patrocinio del CONI Toscana, rappresentato in queste colonne dal presidente Simone Cardullo, la grande macchina del fair play è pronta a mettersi in viaggio. Le tappe sono chiare, le date altrettanto - 21 e 22 febbraio da cerchiare in rosso sul calendario -, gli obiettivi chiarissimi e la collaborazione tra le parti è totale: non resta che scendere in campo e divertirsi.

IL PRESIDENTE DI ANCI UMBRIA FEDERICO GORI

Tra le tante iniziative che ANCI Umbria ha fatto e sta facendo per rimettere al centro del villaggio quei valori sociali ed etici che, al giorno d'oggi, purtroppo sono spesso obnubilati da una realtà complicata, ecco che ‘La partita applaudita' si inserisce nella lista giocando il ruolo di novità assoluta, almeno per la regione Umbria. Presidente Gori, come si pone in quest'ottica l'evento in programma il weekend del 21 e 22 febbraio?

La causa che stiamo perorando ormai da diverso tempo come ANCI Umbria ci vede lottare ogni giorno per riportare in auge valori quali il rispetto e il fair play. ‘La partita applaudita' è un ulteriore spunto da seguire per rimettere sotto ai riflettori le virtù della socialità declinate in forma calcistica, e col direttore Silvio Ranieri abbiamo accolto di buon grado la possibilità di coinvolgere in questa iniziativa tutti i nostri comuni. Il weekend del 21 e 22 febbraio non deve però essere solo e soltanto un evento spot; è fondamentale che questo sia un tassello in più verso la strutturazione di un programma di rafforzamento culturale che vede nello sport, e in questo caso nel calcio, un mezzo importantissimo per veicolare ai giovani i principi sani della vita.

Come si è mossa ANCI Umbria insieme alle altre istituzioni della regione?

In qualità di ANCI Umbria abbiamo sposato a pieno il progetto da un punto di vista istituzionale coinvolgendo tutte le realtà e tutti i comuni della regione a prescindere dalla sensibilità, dalla sfumatura politica e dall'ordine demografico di ognuno di essi. Abbiamo voluto far passare un messaggio univoco agli appassionati e anche ai non appassionati di calcio, perché ‘La partita applaudita' è un format che travalica le regole canoniche e va accettato e compreso nella sua accezione più profonda. Se gli impegni me lo permetteranno, sarò sicuramente su qualche campo della regione ad assistere in prima persona all'evento. E se il tempo sarà clemente, come ANCI Umbria abbiamo in cantiere anche l'idea di stampare delle magliette celebrative apposite.

Come per ogni novità, una fetta di incertezza sulla buona riuscita dell'evento è naturale ci sia. Al di là dei punti interrogativi che pendono sull'esito finale, quali feedback si spera di ricevere?

Credo che il messaggio principale debba essere rivolto alle famiglie, le quali devono vivere lo sport, nella fattispecie il calcio, come un momento educativo e non come una competizione, né personale né di squadra. A volte ci troviamo, purtroppo, davanti a un'interpretazione estrema delle gare di calcio giovanile, macchiate da sentimenti negativi e da tutto ciò che ne consegue. Lo stare insieme in uno stadio e lo sfidarsi sul rettangolo di gioco deve essere un momento costruttivo e non distruttivo, ed è per questo che devono essere i genitori i primi a dare il buon esempio ai ragazzi.

Cosa serve al futuro del calcio giovanile dilettantistico?

Una base solida costituita da una cultura sportiva sana che sappia travalicare le difficoltà per investire nelle persone, nelle opportunità e nei valori. Sono certo che questo evento possa far aprire ancora di più gli occhi a chi lo vive, rendendolo un punto fermo a cui affiancare iniziative ugualmente virtuose. Come ANCI Umbria non faremo mai mancare il nostro sostegno.

IL PRESIDENTE DEL CONI TOSCANA SIMONE CARDULLO

La prima edizione de ‘La partita applaudita' è stata un successo assoluto e ora, alle porte della seconda, l'attesa è carica di belle speranze. Tuttavia negli undici mesi di intermezzo tra la passata manifestazione e quella nuova in divenire, il terreno smosso da Calcio Fair Play è diventato sempre più fertile. E tutto lascia addurre che il seme della sensibilizzazione piantato con così tanta premura e fatica, ora stia iniziando a mostrare al mondo i primi germogli. Quanto ha impattato questa nuova visione?

Calcio Fair Play e la FIGC Toscana, col patrocinio del CONI Toscana, hanno portato avanti un progetto di sensibilizzazione molto forte in questi mesi, organizzando incontri territoriali frequenti con società e addetti ai lavori in modo da dare continuità fattuale al bellissimo evento rappresentato da ‘La partita applaudita'. A corollario ci sono tante altre attività che vanno a intersecarsi con questa iniziativa, rafforzando ulteriormente una mission socio-sportiva che, al netto di qualche episodio riprovevole che ogni tanto emerge dai campi sportivi, non può e non deve fermarsi. Il messaggio che da tre anni stiamo mandando tutti insieme sta attecchendo su ogni livello come si può notare dall'attenzione che le amministrazioni comunali e i vertici federali stanno mettendo dentro al progetto, e questo gratifica ulteriormente lo sforzo comune. È giusto rendere merito soprattutto alla FIGC Toscana e ai ragazzi di Calcio Fair Play, in primis a Cesari e Vaglini, che a discapito di impegni familiari e lavorativi stanno portando avanti con passione e impegno questa nobile battaglia.

E i connotati interregionali assunti da ‘La partita applaudita' sono specchio fedele di un messaggio che effettivamente sta passando in modo molto profondo.

Calcio Fair Play non si è limitato a espandere la propria filosofia dentro i confini regionali, bensì ha fatto di tutto per farsi sentire anche al di là della Toscana. E difatti in Emilia, nella fattispecie con Piacenza, e in Umbria qualcuno ha captato il segnale, riconoscendo in esso ideali sani e virtuosi accanto ai quali allineare la propria ideologia.

Dare una sfumatura diversa al calcio giovanile che significato ha oggigiorno?

Da una parte è una scommessa, dall'altra è una scommessa vinta. Pallacanestro e calcio sono le due discipline sportive più interessate, loro malgrado, da episodi spesso inqualificabili, per cui riuscire a dare la giusta visione della realtà è un messaggio che vale oro, soprattutto dal punto di vista sociale. Dobbiamo creare cultura, educazione e valori ai quali i giovani possano ispirarsi senza esser fuorviati da atteggiamenti distruttivi e ridondanti; e per fare ciò, è importante trasmettere il senso del giusto alle famiglie e ai genitori. E checché se ne dica, giocando a carte scoperte, la piaga dei procuratori nei settori giovanili non fa altro che inquinare ancora di più l'atmosfera. Serve intervenire su più fronti diversi per rispolverare il bello dello sport.

E cosa ci si aspetta di ottenere dalla seconda edizione de ‘La partita applaudita' in programma nel weekend del 21 e 22 febbraio?

Sicuramente un maggior coinvolgimento e una maggior presenza delle istituzioni, anche perché sapere di avere certi addetti ai lavori a vedere le partite un po' costringe il cittadino comune ad assumere un atteggiamento più conforme al contesto in cui si trova. Sono sicuro che, tornando a casa il 21 e 22 febbraio, in parecchi si sentiranno arricchiti di valori a cui mai avevano pensato prima. Dobbiamo rimettere al centro del calcio giovanile le virtù sociali quali il rispetto, il fair play e l'amicizia, affinché lo sport diventi veicolo di messaggi sani per una generazione che ha bisogno di essere aiutata nella lotta a piaghe purulente quali il bullismo e il cyberbullismo. È il momento di farsi sentire e di lottare tutti insieme per il bene comune.

Lorenzo Profili

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