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    Verso La Partita Applaudita: intervista ad Alberici, Bravi e Bettazzi

Se è vero, ed è vero, che l'unione fa la forza, allora la sinergia in atto tra Toscana, Emilia-Romagna e Umbria può davvero essere il primo mattoncino di carattere trans-regionale nella costruzione di un sistema calcio giovanile sano e virtuoso, diverso da quello che oggigiorno si ritrova sovente sporcato da fatti incresciosi. Si allinea con forza ed entusiasmo sul percorso tracciato da Calcio Fair Play e dal CRT l'Emilia-Romagna, guidata e coordinata in prima persona dal presidente del Comitato Regionale FIGC LND Simone Alberici. Senza dimenticare il coinvolgimento del calcio femminile toscano, rappresentato dalla categoria Under 15 regionale. Il weekend del 21-22 febbraio si avvicina e la volontà di unire le forze per il bene dei giovani e dello sport è più impellente che mai.

IL PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA FIGC LND E VICEPRESIDENTE DEL SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO SIMONE ALBERICI

Per analizzare l'evento ‘La partita applaudita', in programma nel weekend del 21 e 22 febbraio sui campi della provincia di Piacenza e rivolto alle squadre partecipanti al campionato provinciale Under 14 piacentino, è impossibile non partire dalla sua opinione in quanto presidente del Comitato Regionale Emilia-Romagna FIGC LND e vicepresidente del Settore Giovanile e Scolastico. Come è venuto a conoscenza dell'iniziativa ideata e promossa dall'associazione Calcio Fair Play e come si è organizzato con il collega corrispettivo della Toscana Paolo Mangini?

Il presidente Paolo Mangini mi ha presentato questa iniziativa che ha subito riscosso il mio interesse perché portatrice di valori sani quali il rispetto e il fair play, imprescindibili tanto dentro il rettangolo di gioco quanto nella vita di tutti i giorni. Trattandosi di un progetto sperimentale, la scelta della provincia in cui applicare questo format è ricaduta su Piacenza, poiché particolarmente adatta per le sue caratteristiche e distintasi in modo peculiare per la sua attenzione all'aspetto etico nel calcio.

Che significato ha una giornata del genere, così particolare e diversa dal solito, e quali feedback ci si aspetta di ricevere da essa?

Questa iniziativa rappresenta un segnale forte, volto a trasmettere un messaggio di distensione e di reciproco rispetto tra le parti coinvolte in un ambiente a volte troppo teso come quello del calcio giovanile. Ci aspettiamo un'importante adesione da tutti i soggetti legati alla categoria individuata, nonché plenaria collaborazione da parte delle società e delle amministrazioni locali interessate.

Sarà un punto di partenza diverso dal solito, questo offerto con una venatura di sana provocazione da Calcio Fair Play, ma non di certo un punto di arrivo. In quale direzione si spera possa andare il calcio giovanile dilettantistico?

Ritengo che un evento come ‘La partita applaudita' non debba essere letto né in chiave provocatoria né tantomeno pungente. Promuovere un tifo corretto, volto a sostenere la propria squadra senza degenerare in manifestazioni ed episodi deprecabili e da censurare, è un processo che deve essere naturale e normale.

IL COORDINATORE TEMATICO PER LE POLITICHE SPORTIVE DI ANCI EMILIA-ROMAGNA KEVIN BRAVI

La risonanza, l'eco de ‘La partita applaudita' non si è propagato nell'immediatezza della sua origine al di fuori dei confini toscani, ma col giusto iter informativo alla fine anche la barriera naturale dell'Appenino è stata travalicata. Come è venuto a conoscenza, coordinatore Bravi, di questa manifestazione così particolare?

Sono venuto a conoscenza quest'anno dell'esistenza de ‘La partita applaudita', presentatami in tutte le sue interessanti peculiarità dal mio collega dell'Anci Toscana Damiano Sforzi. Sono rimasto subito colpito dal carattere di questa iniziativa e sono certo che in un momento storico così complicato sotto tanti punti di vista, e in particolar modo sotto quello educativo, il potere di una giornata del genere può senza dubbio smuovere qualcosa di non banale. È giusto porre l'accento sul calcio riscoprendone ed enfatizzandone tutti quei lati positivi che, a oggi, spesso vengono oscurati da gesti poco ortodossi.

Quali sono state le mosse per organizzare il weekend del 21-22 febbraio?

In qualità di coordinatore sportivo Anci mi sono subito messo in contatto con l'Anci Toscana e la FIGC Emilia-Romagna, e da lì abbiamo deciso di organizzare una call con tutti gli assessori allo sport e i sindaci dei vari comuni di Piacenza, provincia che ospiterà per prima in regione La partita applaudita . Vogliamo stilare un piano ad hoc in modo che tutti i Comuni coinvolti possano rispondere all'iniziativa con assoluta cognizione di causa. In qualità di assessore allo sport di Forlì, io stesso vorrei portare al più presto in Romagna questo format. Il background d'esperienza che ci darà il weekend del 21 e 22 febbraio potrà essere un punto di svolta importante per il futuro del calcio dilettantistico giovanile ed è giusto fare il massimo per assimilarne tutti i pregi.

Certo va detto che in una giornata il cui unico mezzo concesso per tifare è l'applauso è intrinseco un certo mind game dall'accezione provocatoria. Estremizzare in questo modo il tifo positivo a cosa può essere propedeutico?

Senza dubbio alla riscoperta dell'educazione sociale. È importante tornare a leggere lo sport in chiave positiva, assaporandone maggiormente quella che è la sua essenza fatta di divertimento e di spirito d'aggregazione. La pratica del solo e puro applauso è un mezzo atto a sensibilizzare il pubblico sugli spalti invitandolo a osservare ciò che avviene in campo con spirito critico positivo e non negativo, diffamatorio. Giocatori, dirigenti e arbitri: tutti devono avere l'opportunità di star bene insieme e di ridere anche degli errori con quella leggerezza che deve essere propria dello sport. Noi adulti abbiamo il dovere di dare ai nostri giovani i giusti insegnamenti.

Peso specifico di notevole rilevanza il suo, anche perché di campi da calcio ne ha calcati parecchi con indosso la divisa da arbitro e sa pertanto cosa significa stare dall'altra parte della barricata. Pensare che, dati alla mano, le segnalazioni nei referti arbitrali durante la prima edizione de La partita applaudita in tutta la Toscana siano state davvero pochissime può essere un ulteriore incentivo nella promozione di questa iniziativa?

Per esperienza personale posso dire che spesso, purtroppo, già dopo qualche partita gli arbitri tendono a creare per assurdo un cuscinetto acustico intorno a loro, una specie di gabbia in cui urla e critiche dagli spalti non penetrano. Soprattutto per i giovani alle prime armi, però, essere protagonisti in un contesto esclusivamente positivo e proattivo può davvero significare tanto nel loro percorso di crescita e di maturazione, anche perché la carriera arbitrale non è affatto facile né priva di responsabilità. Riuscire a sviluppare un tifo positivo è il primo passo verso una rinascita culturale, sociale e sportiva.

LA DELEGATA SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO LND FEMMINILE TOSCANA GIULIA BETTAZZI

Oltre la carrellata di novità proveniente dalle regioni Umbria ed Emilia-Romagna, importantissimo sottolineare ciò che di nuovo porta anche la nostra regione Toscana. Il coinvolgimento ne La partita applaudita della categoria Under 15 femminile ha un significato molto profondo e dà continuità concreta al primo assaggio avvenuto nella passata edizione, quando è stata toccata dal format la gara di campionato Under 15 femminile Poggibonsi-Galcianese. Ma giacché tutti masticano di calcio maschile ma pochi, purtroppo, s'intendono di femminile, come può incidere una giornata del genere nell'economia di un sistema che comunque è in forte crescita?

Considerando l'enorme successo della passata stagione sia in termini generali che relativi alla partita di Under 15 femminile Poggibonsi-Galcianese, quest'anno guardiamo alla seconda edizione de La partita applaudita con estrema positività. Negli ultimi anni il calcio femminile sta seguendo una curva ascendente non banale, con tutte le implicazioni che questa crescita comporta. Il numero delle squadre è in aumento e di pari passo anche l'agonismo sui campi da gioco aumenta, assumendo purtroppo a volte qualche brutta piega. Sia sul terreno di gioco che soprattutto sulle tribune si registrano comportamenti molto distanti dai valori del fair play, per cui partecipare a questa iniziativa non può che far bene a tutto il movimento calcistico femminile. C'è sempre più bisogno di un cambiamento culturale netto nel mondo dello sport.

Verso che direzione può e deve andare il calcio giovanile?

Oggigiorno servono persone competenti, molto competenti, perché il mondo del calcio giovanile è ben diverso da quello delle prime squadre. Chi ruota attorno ai ragazzi non può più limitarsi solo ad allenare, bensì deve necessariamente ricoprire il ruolo di educatore. I nostri ragazzi e le nostre ragazze devono potersi avviare verso una crescita individuale e collettiva virtuosa, e per farlo diventa fondamentale saper trasmettere i giusti valori e i giusti insegnamenti.

Lorenzo Profili

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