Ponsacco Juniores campione: intervista al capitano Paolo Ciardelli
La vittoria nel recupero contro il Cenaia ha ufficializzato ciò che ormai era scritto da tempo: i Mobilieri Ponsacco, con cinque giornate d'anticipo e al termine d'un vero e proprio dominio, hanno conquistato il titolo nel girone C degli Juniores regionali ottenendo la promozione negli élite. Della cavalcata trionfale della squadra di Enrico Pertici abbiamo parlato con il capitano Paolo Ciardelli:
Partiamo dalla domanda forse più banale, ma certamente doverosa: che cosa si prova a vincere un campionato regionale? Quanto soddisfazione c'è nell'esserci riusciti in maniera così netta?
Vincere il campionato regionale è un'emozione fortissima, che ci ripaga di tutti gli sforzi fatti durante l'anno da noi calciatori, dallo staff e soprattutto dalla società che non ci ha mai fatto mancare niente. Conquistare il titolo con cinque giornate d'anticipo è un ulteriore motivo d'orgoglio e dimostra la forza di questo gruppo, che non ha mai mollato ed è stato capace di mantenere alta la concentrazione nonostante il vantaggio sulle inseguitrici aumentasse giornata dopo giornata.
Sabato avete vinto con una formazione composta di tanti ragazzi che finora avevano trovato meno spazio, ma già durante la stagione era emersa la capacità di fare la differenza anche da parte di chi entrava dalla panchina. Una rosa lunga e di qualità: è stato questo il vero segreto del vostro dominio?
Assolutamente sì, sabato è arrivato il giusto riconoscimento per tutti quei ragazzi che durante la stagione hanno trovato meno spazio, ma che si sono sempre fatti trovare pronti nel momento del bisogno. Inoltre con il loro atteggiamento, dando il massimo durante ogni singolo allenamento, hanno creato una sana concorrenza con i titolari spingendoli a mantenere sempre alto il livello. Nessuno ha mai avuto il posto assicurato e questo ha rappresentato sicuramente un fattore decisivo per la vittoria del campionato.
In un'intervista dello scorso novembre Pertici ci spiegò che la squadra era stata costruita quasi da zero, con l'intento di fare un bel campionato dopo la retrocessione dagli Juniores Nazionali. In virtù del fatto che il Ponsacco non fosse la favorita ai nastri di partenza, il vostro trionfo assume ancora più valore?
È vero, a differenza di altre squadre non ci eravamo posti un obiettivo a lungo termine. Fin dalla preparazione abbiamo sempre pensato a lavorare settimana dopo settimana, finché ovviamente abbiamo preso consapevolezza di poter fare qualcosa d'importante. Il nostro atteggiamento tuttavia non è mai cambiato, abbiamo proseguito dritti per la nostra strada fino alla partita contro il Cenaia che ci ha consegnato il titolo.
Vincere dunque non era l'obiettivo iniziale ma lo è diventato strada facendo, dopo una prima fase di campionato in cui voi e il Castelfiorentino vi siete più volte alternati al primo posto. Qual è stato secondo te il momento o la partita che ha segnato una svolta, anche a livello mentale, nella vostra stagione?
Cito due partite: quella con il Certaldo, dove nel secondo tempo abbiamo rimontato lo svantaggio, e quella contro il Valentino Mazzola, che siamo riusciti a vincere nonostante fossimo rimasti in dieci dopo appena mezz'ora. In quel momento ho capito che ce l'avremmo potuta fare davvero.
Ponsacco è una piazza storica, prima squadra e Juniores sono sempre al centro dell'attenzione e, di conseguenza, i risultati contano molto. Come hai vissuto a livello personale questo tipo di responsabilità e quanto credi che un'esperienza in un contesto del genere possa aiutarti per il proseguo della tua carriera?
Ponsacco è un paese che vive di calcio e quindi i risultati hanno un peso diverso. Per noi è stato un motivo d'orgoglio rappresentare questa società storica, ci ha spinto a dare il massimo ogni sabato. Personalmente mi piace lavorare sotto pressione e quindi non ho sentito il peso delle responsabilità, anzi penso di aver costruito un bagaglio d'esperienza che mi servirà molto in futuro.
L'allenatore Enrico Pertici e voi calciatori, ma non solo: sono tanti i protagonisti di questo trionfo. A te, da capitano, la parola per le doverose dediche e i ringraziamenti finali.
Il merito di questa stagione perfetta è in primis della società, che come ho detto prima non ci ha mai fatto mancare niente facendoci sentire importanti quasi quanto la prima squadra. Vorrei inoltre ringraziare lo staff tecnico e in particolare mister Pertici: lavoro con lui ormai da tre anni e so con quanta cura prepara ogni singolo allenamento. Infine grazie ai miei compagni, che non hanno mai mollato un centimetro e si meritano questa vittoria.
Giulio Dispensieri
