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    Allievi B Regionali di merito: i tabellini e le cronache complete

Il campionatoAllievi B Regionali Eliteè estremamente deciso ai vertici.

Il Tau, già campione, ha battuto l'Aquila Montevarchi con un netto 5-0. Segue a ruota l'Affrico, che vince una gara importante per confermare la sua posizione e allontanare il Fucecchio, sempre più terzo dopo la sconfitta per 2-1 proprio contro i padroni di casa che li precedono in classifica. E i bianconeri tirano un sospiro di sollievo per non scivolare ulteriormente, perché la Sestese viene fermata sullo 0-0 sul campo della Settignanese. La Cattolica, dunque, si porta a -1 dai rossoblù vincendo 2-0 contro il Capostrada Belvedere.

In basso, arrivano i primi due verdetti: Margine Coperta (fanalino di coda) e Poggio a Caiano (penultimo) saluteranno la categoria a fine campionato. Entrambe perdono, la prima 5-3 in casa contro lo Scandicci, la seconda 2-1 contro l'Academy Livorno che adesso è quartultimo, ma ha ridato un bagliore di speranza al suo finale di stagione.

Non lo aiuta lo Sporting Cecina, che invece scappa con un netto 4-0 in trasferta ai danni del Venturina. A metà classifica, la Floria batte 3-1 il San Miniato.


StemmaPoggio A Caiano 1

StemmaAcademy Livorno 2

POGGIO A CAIANO: Sehimi, Spanu, Parrini, Caciolli, Oliarca, Maffii, Marretti, Passeri, Checchi, Vadalà, Piccione. A disp.: Kamal, Minatti, Speranzi, S. Pellegrini, Bonacchi, Barenghi, Poli. All.: Alessandro Atzeni.

ACADEMY LIVORNO: S. Sommani, Bernini, Menchini, Pietrogiacomi, Nanni, L. Sommani, Mazzantini, Cortopassi, Lepri, Martinelli, Baldini. A disp.: Palamidessi, Cecchi, De Fusco, Cigna, Ciulla, Pistoia. All.: Paolo Barile.

ARBITRO: Bertoni di Pontedera

RETI: 2' Cortopassi, 7' Martinelli, 55' Bonacchi rig.

Resta dura, forse durissima: lo Sporting Cecina ha battuto il Venturina, e dunque i punti da recuperare sono ancora quattro. Eppure, anche se resta dura e forse durissima, l'Academy Livorno torna a sperare: la vittoria (1-2) e soprattutto l'inizio della partita col Poggio a Caiano, con due reti in sette minuti, suggeriscono che la scossa ha prodotto il proprio effetto. In settimana la dirigenza ha optato per il secondo cambio in panchina, e dunque per il terzo allenatore in stagione; e sulla stagione Paolo Barile, che ora di squadre ne deve gestire due (ma non ha fatto così anche lo Sporting Cecina, con risultati strabilianti?), ha subito impresso il proprio marchio. Intanto l'Academy Livorno ha raggiunto la prima tappa intermedia: ha agguantato il Capostrada, e dunque non è più terzultimo; perlomeno non terzultimo da solo. Ora c'è da lanciarsi fuori dalla zona retrocessione, obiettivo più facile se anche le partite contro Margine, Floria e Cattolica registreranno lo stesso approccio: il Poggio a Caiano, che sconfitto saluta matematicamente l'unico campionato d'élite in cui ancora figurava, si vede travolto dall'avvio degli avversari, in vantaggio dopo un minuto e mezzo con la punizione di Cortopassi (per sorprendere Sehimi ci vogliono la deviazione della barriera e una carezzina alla faccia interna del palo) e sullo 0-2 al 7' grazie a Martinelli, che addomestica il pallone al limite dell'area di rigore e col secondo tocco lo schianta in porta. D'entrambe le reti è in qualche modo protagonista Baldini: conquista la punizione che produce la prima, recupera (forse fallosamente, il Poggio a Caiano protesta un po'; e protesta anche per la posizione del destinatario) e verticalizza il pallone che rende possibile la seconda; e di fatto abbassa quasi ogni ostacolo d'una partita che per l'Academy Livorno avrebbe potuto rappresentare la più classica delle trappole. Anche se da qui in avanti la manovra s'ingarbuglia, lo 0-2 è infatti un buon viatico; se ci s'aggiungono le parate di Simone Sommani sulle punizioni di Parrini (ottima l'esecuzione, direzione incrocio) e di Vadalà (innocua), si capisce come mai nello spogliatoio livornese all'intervallo si respiri serenità. L'umore s'incupisce a metà ripresa, quando nel tentativo di sciogliere una mischia Simone Sommani interviene in ritardo su Checchi: Bertoni lo punisce con un rigore ovvio, che Bonacchi trasforma nell'1-2. È lui, che Atzeni s'era giocato in avvio di ripresa, il più pericoloso del Poggio a Caiano; così pericoloso da sfiorare doppietta e pari con un tiro secco dal limite dell'area, la parte alta della traversa come destinazione. L'Academy Livorno respira a fondo: non vincere gli avrebbe fatto un gran male; non vincere contro una squadra ormai retrocessa, due reti in sette minuti come innesco, l'avrebbe forse condannato.Calciatoripiù: insieme a Parrini, propositivo sulla corsia di competenza e pericoloso con la punizione calciata verso l'incrocio intorno alla mezz'ora,Vadalà, Checchie nella ripresaBonacchiprovano quantomeno a rimandare la retrocessione del Poggio a Caiano. Il tentativo non va a buon fine: l'Academy Livorno era già lanciato verso il successo, favorito dall'ottimo avvio diBaldiniche s'era conquistato la punizione dello 0-1 e aveva confezionato l'azione del raddoppio.

StemmaCattolica Virtus 2

StemmaCapostrada Belv. 0

CATTOLICA VIRTUS: Ronchi, M. Lazzerini, Peccini, Mugnaini, Carpini, Chirinos Calderon, Zini, Zangarelli, Andres, Fossi, Donà. A disp.: Bracci, De Sa, Echchihab, F. Gentile, C. Lazzerini, Morozzi, Narduzzi, Torres Perez, Veltre. All.: Marco Fraccone.

CAPOSTRADA BELV.: Halilaj, Tasselli, Palladino, Foti Belligambi, Boccia, Armenio, Garofalo, D. Santini, Luca Calistri, Borchi, Arra. A disp.: Filoni, L. Giorgetti, Legisi, Verniani, Kola, Doda, Leonardo Calistri. All.: Alberto De Marco.

ARBITRO: Bertoloni di Prato

RETI: 47' Andres, 55' Mugnaini.

Sembra che sia salito sul Katun, quell'affare che per due minuti e mezzo fa perdere di vista il sopra e il sotto: sperava tanto la scorsa settimana il Capostrada, che battendo il Venturina aveva portato a due le vittorie consecutive, aveva accorciato sul Cecina e s'era sganciato dall'Academy Livorno; tanto si deprime dopo la trasferta di Soffiano. La sconfitta (2-0) con la Cattolica Virtus ribalta tutto: l'Academy Livorno è di nuovo coinquilino; e il Cecina torna lontano, a +4. La strada per salvarsi ora rischia di farsi impervia: potrebbero non bastare neppure nove punti, considerato che dopo Pasqua (prima c'è l'Affrico, poi la sosta) il Cecina giocherà con Poggio a Caiano e Margine Coperta già retrocessi. Dunque a Soffiano sarebbe stato utile un risultato diverso; ma per un risultato diverso sarebbe stato necessario un atteggiamento diverso, più propositivo. Invece il Capostrada sembra accontentarsi dello 0-0; e anche se così limita al minimo i rischi, in tutto il primo tempo si porta avanti in una sola circostanza, in occasione della rete annullata a Borchi pescato in fuorigioco da Bertoloni. La Cattolica s'era resa pericolosa già due volte, sempre Mugnaini a ispirare: prima, Manuel Lazzerini ad avviare l'azione da dietro, con un filtrante con cui arma il diagonale di Fossi, a lato di pochissimo; poi con un calcio d'angolo sul quale Chirinos Calderon liscia la girata a colpo sicuro. Insieme alla pressione, le occasioni aumentano dopo l'intervallo: al riavvio ci prova subito Zangarelli, che dal limite dell'area di porta strozza il traversone d'Andres favorendo la parata di Halilaj, chiamato al replay tre minuti più tardi dal tacco di Zini sull'angolo di Mugnaini. Al terzo tentativo della ripresa la Cattolica passa, al culmine di un'azione che si sviluppa a sinistra: ricevuto il pallone da Peccini, Donà illumina il corridoio centrale per Andres che batte Halilaj in uscita (47'). Passano otto minuti ancora, e la partita finisce: deviando la punizione di Mugnaini senza respingerla, la barriera rende impossibile ogni tentativo di parata (55'). Solo nel finale, dopo aver rischiato di subire anche la terza rete (si schianta sul palo la volée d'Echchihab, innescata da un traversone di Peccini da sinistra), il Capostrada si fa vedere avanti: sfiora la traversa il tiro improvviso di Diego Santini, che aveva provato a sorprendere Ronchi. È troppo poco per riaprire la partita, troppo poco per evitare la sconfitta; e troppo poco per tenere vicina la quintultima posizione, quella necessaria per salvare l'élite.Calciatorepiù: Andres(Capostrada) ha il merito di sbloccare il punteggio capitalizzando uno dei pochi palloni che la regia riesce a far filtrare dietro l'arcigna difesa del Capostrada.

StemmaAffrico 2

StemmaGiov.fucecchio 1

AFFRICO: C. Gentile, Torracchi, Carelli, La Spina, D'Onofrio, Corsini, Casamenti, Marchetti, Nocentini, Marcantonini, Mencarelli. A disp.: Campanale, Ricci, Baroncelli, Panichi, Talbi, Kodra, Benelli. All.: Filippo Gori.

GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Gianluca Salvadori, Orsucci, Ciampalini, Collura, Masha, Niccolò Salvadori, Fogli, A. Pellegrini, Lenzi. A disp.: Tacchi, Matteoli, Romani, Filippi, Federighi, Sardelli, Battiloro, Comanducci. All.: Giancarlo Falcini.

ARBITRO: Morandi di Valdarno

RETI: 5' Nocentini, 15' A. Pellegrini rig., 30' Mencarelli.

Chiaro, definitivo: secondo arriva l'Affrico. È un messaggio che risuona forte a Campo di Marte, e l'eco si propaga per tutta la provincia: il 2-1 confezionato da Nocentini e Mencarelli di fatto chiude (ma è mai stata davvero aperta? impossibile scordarsi che questa squadra è, per qualche settimana ancora, campione regionale in carica) la corsa nella quale in tante si sono affannate a entrare. Ci hanno provato lo Scandicci e la Cattolica, ci ha provato la Sestese, ci ha provato il Fucecchio che, ultimo a cadere al Lapenta, può comunque consolarsi con una stagione da protagonista e il podio da difendere: sarebbe un piazzamento stratosferico per una squadra che era partita con l'obiettivo di salvarsi serenamente, e già in autunno s'è scoperta grande. Grande si sapeva già l'Affrico, che sblocca il punteggio alla prima vera occasione: si fa sorprendere Collura, si fa sorprendere da un filtrante che consente a Nocentini di filare verso l'area di rigore e battere Buti. È appena il 5', e l'Affrico è già avanti; di minuti ne trascorrono altri dieci, e il Fucecchio pareggia: Claudio Gentile va troppo morbido a proteggere il limite dell'area con l'intenzione di catturare uno spiovente innocuo, perde il duello aereo con Lenzi e cadendo lo porta a terra con sé. La dinamica è insolita, non linearissima; Morandi la decodifica come un'infrazione del portiere, punito con l'ammonizione e soprattutto con un rigore che Andrea Pellegrini trasforma nell'1-1. S'apre qui una fase diversa: per un quarto d'ora entrambe le squadre faticano a imbastire azioni d'attacco, evidente la stanchezza dopo il martedì dei recuperi che ha fatto salire a tre le partite in otto giorni. Per un quarto d'ora dunque d'azioni pericolose non se ne contano; poi la sintesi tra l'enorme talento dell'Affrico e la seconda incertezza difensiva del Fucecchio genera il nuovo vantaggio: segna Mencarelli che, favorito dal tentato anticipo di Niccolò Salvadori su Marcantonini, sfila tra Collura e Ciampalini, e col mancino spedisce il pallone in porta. Al Fucecchio tocca di nuovo rimontare: prima della pausa ci provano Fogli (ottimo Claudio Gentile, che riscatta la sbavatura in occasione del rigore provocato) e Andrea Pellegrini, stavolta meno preciso d'altre volte. Il 2-1 alla pausa fa un gran bene all'Affrico; gli fa bene perché quando tutti sono stanchi (ed è legittimissimo: s'è giocato martedì, e si gioca ininterrottamente da metà settembre) è svantaggiato chi ha da rimontare. Per provarci il Fucecchio, che dopo un intervento su Lenzi protesta un po' reclamando il secondo rigore della partita, s'affida a qualche calcio da fermo (a lato il tentativo di Fogli, convocato in pedana da un calcio d'angolo) e a una serie d'imbucate che la linea difensiva dell'Affrico neutralizza interamente, o quasi: una volta sola il pallone filtra, ma Claudio Gentile non si fa sorprendere da Andrea Pellegrini. Nel mezzo l'Affrico costruisce almeno due occasioni per il tris: d'entrambe protagonista è Kodra, che prima col mancino cestina un traversone perfetto di Nocentini (Gori gli ha insegnato com'essere pericoloso svariando su tutto il fronte d'attacco: difficile dire chi tra lui e Mencarelli sia il centravanti), e poi invece calcia bene sull'invito di Casamenti da sinistra trovando la parata esplosiva di Buti e il muro di Borghi. Al Fucecchio altro non resta che battagliare per il podio: davanti, il messaggio è chiaro e definitivo, insieme al Tau arriva l'Affrico.Calciatoripiù: NocentinieMencarellidecidono una partita nella quale il Fucecchio riesce a segnare solo col rigore d'Andrea Pellegrini; la linea difensiva dell'Affrico (solidissima e ben assortita la coppiaD'Onofrio-Corsini) riduce al minimo le occasioni.

StemmaFloria 3

StemmaSan Miniato 1

FLORIA: Servi, Gensini, Bautista Berrocal, Galletti, Fibbi, Santoro, Guarducci, Nannoni, Batelli, Esteves, Martini. A disp.: Mari, Carrai, Bettarelli, Molinati, Riccucci, Laaroussi, Panteri, Materassi, Kacaj. All.: Antonio Benevento.

SAN MINIATO: Bizzoco, Kllogjeri, Inglesi, Luise, Senanayake, Zazzi, Zamperini, Monaci, Farina, Bari, Vadi. A disp.: Ginepri, Annunziata, Cannoni, Leoni, Migliorini, Suplja, Vanni. All.: Marcello Lisci (squalificato).

ARBITRO: D'Amore di Prato

RETI: 15', 30' Martini, 58' Vanni, 78' Laaroussi.

Al Grazzini di viale Malta c'era Osvaldo Bevilacqua a raccontare quanto, estate o inverno, primavera giusto da una settimana, le tribune sono sferzate sempre da un fastidioso vento contrario. Specie freddo. Poco piacevole per il pubblico presente. Caratteristica del posto, certo. Non se ne fa condizionare la Floria, che si lascia alle spalle la delusione del turno infrasettimanale di recupero: 3-1 l'esito della partita contro il San Miniato. S'inizia su buoni ritmi. Bari prova la girata di controbalzo, pallone largo: Servi controlla serafico. Poi Martini trova l'imbucata vincente per Batelli, che da centro area calcia forte ma su Bizzoco, che blocca in due tempi. Con il passare dei minuti la Floria guadagna metri e spinge con più convinzione per trovare la rete del vantaggio. Martini prova a sfondare da posizione defilata sulla sinistra, Bizzoco ancora una volta è attento e si distende bene. Il parziale cambia al quarto d'ora. Incaricatosi di calciare una punizione in mezzo al campo, Esteves scodella il pallone in mezzo all'area: Martini prende il tempo a tutti, e di testa schiaccia il pallone in porta. Il vantaggio dà fiducia a Fibbi e compagni. Bautista Berrocal prova l'azione personale sulla sinistra, arriva al limite dell'area e scarica un bolide verso la porta: pallone a lato di poco. La gara rimane sui ritmi accettabili, il San Miniato non riesce a sfondare. Alla mezz'ora la Floria raddoppia. Splendido il tacco di Esteves a sviluppare l'azione sulla sinistra; servito in profondità Batelli arriva sul fondo e mette al centro, Martini gira di prima intenzione e supera Bizzoco ancora una volta. Il primo tempo di fatto finisce qui; poche le emozioni nell'ultimo quarto d'ora. Nella ripresa il San Miniato spinge con più forza, per raggiungere un risultato utile e consolidare una classifica ancora non tranquilla. La Floria subisce più del dovuto, ma crea la prima occasione del secondo tempo: Batelli protegge il pallone in area sulla sinistra e tocca per Nannoni, botta col mancino di prima intenzione, palo. Tanti errori poi da una parte e dall'altra; qualche cambio dalla panchina dà un po' di brio al San Miniato, che poco prima di metà ripresa riapre la gara. È infatti il neoentrato Vanni a trovare il 2-1 con un diagonale dal limite dell'area: Servi tocca ma non può impedire che il pallone finisca in fondo al sacco. Benevento ridisegna in parte la squadra, ma è ancora il San Miniato a farsi vedere dalle parti di Servi. Il tiro di Vadi è debole e di facile controllo; mentre Luise sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra stacca tutto solo di testa, ma manda il pallone sopra la traversa. Senza troppa precisione la Floria prova a colpire in contropiede, e chiude la partita a due minuti dal termine. Galletti lancia Laaroussi, che controlla e si ritrova davanti a Bizzocco: primo tiro sul portiere, facile col secondo appoggiare nella porta sguarnita. Veementi le proteste del San Miniato, che reclamano per un possibile fuorigioco; D'Amore convalida. Il finale, compresi i cinque minuti di recupero, racconta al massimo un po' di nervosismo. Sereno variabile sul Grazzini: la Floria che torna alla vittoria e rimane stabile al settimo posto; al San Miniato manca ancora qualcosa per la matematica salvezza.Calciatoripiù: la doppietta portaMartiniterzo in classifica marcatori; beneEstevesin mezzo al campo, diligenteNannoni(Floria);Vanni(San Miniato)ha il merito di tenere viva la partita fin quasi alla fine.

StemmaSettignanese 0

StemmaSestese 0

SETTIGNANESE: Pozzi, Scarselli, Djoni, Galli, Maffei, Grassi, Gueye, Straccali, Nencini, Ragusa, Villetet. A disp.: Mannocci, Ciani, Lucatuorto, Pratesi, Crescenzo, Miranda Moretti, Bianchini, Genovesi. All.: Fabio Zuccaro.

SESTESE: Dallai, Sostegni, Bassetti, Stasi, Marzano, Musa, Bagalà, Ceccherini, Notari, Pancella, Pucci. A disp.: N. Giorgetti, Minniti, Dervishi, Santiago Palmini, Bellini. All.: Marco Ferro.

ARBITRO: Coverini di Prato

Punto dopo punto, la Settignanese si sta salvando senz'avere mai tremato. Un punto lo aveva conquistato martedì scorso ad Altopascio, impresa grande; un punto lo conquista in casa con la Sestese, che fermata sullo 0-0 perde l'occasione di scavalcare il Fucecchio e prendersi la terza posizione dietro l'Affrico. Ferro recrimina soprattutto per la poca incisività dei propri attaccanti: nelle ultime tre partite è arrivata una sola rete, peraltro neppure sufficiente per battere il Poggio a Caiano. Alla poca vena degli avversari però almeno in avvio la Settignanese non s'affida: è assiduo il pressing architettato da Zuccaro, grande ex, che tenta d'impedire alla mediana avversaria di ragionare. Per tutto il primo tempo la mossa è efficacissima: la Sestese tiene costantemente il possesso, ma non riesce a verticalizzare; e considerato che neppure la Settignanese affonda (solo in una circostanza viola l'area avversaria, alla prima azione: Marzano e Musa recuperano Villetet che aveva tentato d'incunearsi tra loro, e lo murano) è inevitabile che il primo tempo si chiuda 0-0. Ferro non può accontentarsi, e anche se a disposizione ha appena quattro calciatori di movimento (con Giorgetti ci sono Minniti, Dervishi, Santiago Palmini e Bellini) attinge dalla panchina per vivacizzare la manovra. Anche questa mossa è efficace, anche se per le prime occasioni da rete occorre attendere l'ultimo quarto: per due volte calcia Pancella, che prima insidia Pozzi con un tiro a giro dal limite dell'area (grande parata, solo angolo) e poi concedendosi lo stop anziché calciare al volo rende meno insidioso il lancio perfetto di Marzano. Insieme a Pancella, e sfruttando una sua sponda sullo sprint di Dervishi a sinistra, si rende pericoloso Santiago Palmini, che pescato in fuorigioco sul lancio favoloso di Sostegni s'era già visto annullare una rete: stavolta la posizione è regolare, efficace però la parata di Pozzi. Lo sono anche le ultime due della partita, sul colpo di testa di Ceccherini (di Santiago Palmini l'angolo che fa da innesco) e sul tiro di Minniti, che aveva cercato fortuna dal limite dell'area. Non è abbastanza per piegare la resistenza della Settignanese, che rischia solo nell'ultimo quarto: la salvezza serena, risultato formidabile per una squadra ripescata il 5 settembre, è poco meno che ufficiale.Calciatoripiù: Scarselli(Settignanese),Pancella, Musa, Marzano(Sestese).

StemmaMargine Coperta 3

StemmaScandicci 5

MARGINE COPERTA: Nigro, Modaro, B. Boulam, Martinelli, Mancini, Piazza, J. Niccolai, Lafsahi, Llanaj, Igliori, T. Niccolai. A disp.: Picchi, Pacini, Bonari, El Khallouqi, Iannotta, Bruno, Brotini. All.: Marco Biagini.

SCANDICCI: Barbieri, Prelashaj, Masi, Gabriele Salvadori, Sani, Morosino, Cullhaj, Forletti, Focardi, Lodovisi, Drago. A disp.: Izzo, De La Cruz, Sordini, Ciulli, Preka, Falli, Andrei, Diop. All.: Massimo Tesconi.

ARBITRO: Kassab di Lucca

RETI: 10', 35', 70' J. Niccolai, 20' Focardi, 26' Gabriele Salvadori, 55', 76' Lodovisi, 84' Morosino.

Non è per niente mesto il Margine Coperta nel momento in cui prende atto d'una notizia assimilata già da mesi; non è per niente mesto perché, anche se ora ha la certezza d'aver perso l'ultima élite che gli era rimasta, ha dato battaglia fino all'ultimo; e fino all'ultimo ha impensierito lo Scandicci, che solo tra il 76' e il gong è riuscito a piazzare le due reti che gli hanno consentito di vincere 3-5. È l'epilogo d'una partita che s'apre contro pronostico: dall'inizio è trascorsa una decina di minuti nel momento in cui Piazza, riproposto da Biagini regista davanti alla difesa, gioca profondo per Jacopo Niccolai, in rete (ne farà tre) con un pallonetto su Barbieri; di lì a poco lo sollecita l'altro Niccolai, Tommaso, con esito differente. Poi s'accende lo Scandicci, che dopo averci provato con Drago (aveva lo specchio spalancato: lo manca, e grazia Nigro) pareggia con Focardi smarcato dalla combinazione tra Forletti e Cullhaj sulla corsia destra. Digerita un'altra occasione sprecata (dal limite dell'area di porta Focardi calcia a lato), lo Scandicci raddoppia con la seconda rete consecutiva di Gabriele Salvadori, che aveva già segnato martedì con l'Affrico e che raddoppia con un'azione personale avviata da un recupero alto a sinistra, proseguita con un dribbling in area di rigore e chiusa con un diagonale angolato. È, straordinaria, la giocata dell'1-2, che però lo Scandicci non riesce a portare intatto alla pausa: la sua difesa si fa sorprendere da un lancio profondo, e si scorda di marcare Llanaj la cui sponda consente a Jacopo Niccolai di segnare doppietta e 2-2. La dinamica, Scandicci avanti e pareggio Margine, si ripete anche nella parte centrale della ripresa: a Lodovisi, liberato in area di rigore dal filtrante di Morosino sulla combinazione con Gabriele Salvadori, replica di nuovo Jacopo Niccolai, che anche stavolta approfitta d'un errore difensivo e calamitato un rimpallo lo trasforma nel 3-3. Alla fine manca giusto una decina di minuti; lo Scandicci teme di non riuscire a vincere, ma solo perché s'è scordato delle qualità di Lodovisi: è stupefacente la naturalezza con cui all'interno dell'area di rigore dribbla tre avversari, ultimi ostacoli prima di Nigro battuto di nuovo. È il 3-4, che già da solo basterebbe; nel recupero Morosino ci aggiunge un calcio di punizione che rende eccessivo lo scarto per il Margine, al quale comunque neppure tre punti sarebbero stati sufficienti per restare in corsa.Calciatoripiù: Jacopo Niccolai, Tommaso Niccolai, Piazza(Margine),Gabriele SalvadorieLodovisi(Scandicci).

Esseti

StemmaVenturina 0

StemmaSporting Cecina 4

VENTURINA: Visconti, Bologna, Lolini, Haxhini, Lenci, Masini, Viganò, Da Frassini, Minichini, Guazzini, Casoli. A disp.: Galli, Guazzelli, Nista, Caporali, De Mattia, Ferrario. All.: Dario Busdraghi.

SPORTING CECINA: M. Ricci, Tonin, Benedetti, Barbaro, Meatu, Bettini, Creatini, Castellano, Lattuada, Bucchioni, Bertaccini. A disp.: Kohler, Ciampi, Bapary, Carbone, Calloni, Moretti, Bartolini, Lischi. All.: Alessandro Magrì.

ARBITRO: Tobaldo di Grosseto

RETI: 15' Bucchioni rig., 60' Lattuada, 74' Meatu, 81' Bapary.

NOTE: espulsi Lenci (28'), Bologna (66') e Da Frassini (75').

Ben messo in campo e motivatissimo, lo Sporting Cecina vince nettamente (0-4) il derby col Venturina e scappa lontano dalla zona retrocessione: il punto di vantaggio di cui godeva alla vigilia ora s'è quadruplicato, merito anche della Cattolica Virtus che ha battuto il Capostrada. Già dalle prime battute s'intuisce l'andamento della partita: al 3' lo Sporting Cecina si fa pericoloso con una punizione dell'ex Bertaccini, che però calcia sopra la traversa. Il Venturina replica al 6': Minichini lascia sul posto Benedetti, scambia con Bologna e crossa per Haxhini, che di prima calcia a fil di palo. Il Venturina ci riprova quattro minuti più tardi, con la punizione che Guazzini calcia in area dalla trequarti: è un servizio perfetto per Casoli, che tutto solo manca l'aggancio e sciupa un'occasione ottima. È un episodio che pesa, perché di lì a poco lo Sporting Cecina passa in vantaggio: Manuel Ricci rinvia un pallone lungo, Bertaccini lo fa suo e salta secco Bologna che ingenuamente lo stende all'interno dell'area; Tobaldo fischia un rigore sacrosanto, che Bucchioni converte nello 0-1. La replica del Venturina passa da due traversoni confezionati da Viganò tra il 16' e il1 7': Da Frassini si fa stoppare il tiro da Meatu; Guazzini calcia male, e Manuel Ricci para. Segue il secondo episodio decisivo: Lenci commette un fallo sciocco e inutile su Creatini; Tobaldo lo espelle, e lascia il Venturina in dieci per più di cinquanta minuti. Inevitabile aumenta la pressione del lo Sporting Cecina, che al 33' conquista una punizione al limite dell'area (fallo di Lolini): la batte Bucchioni, che centra in pieno il palo. Ancora in partita, il Venturina chiude il primo tempo all'attacco: Guazzini crossa in area un bel pallone sul quale s'avventa Haxhini, che di testa manda a lato. Nonostante l'inferiorità numerica, la pressione aumenta in avvio di ripresa: due volte il Venturina trova la porta con Viganò (45') e con Minichini (47'), entrambi neutralizzati da Manuel Ricci. Il Venturina ci riprova in una terza circostanza con Lolini, che cerca la porta con un diagonale: Manuel Ricci va giù bene, e salva. Poi ad attaccare torna lo Sporting Cecina: al 53' Barbaro lancia Lattuada, che si libera di Guazzelli e calcia in porta trovando l'opposizione attenta di Visconti. Si resta dunque 0-1, svantaggio che il Venturina prova a recuperare con un traversone di Lolini: Tonin s'oppone con la mano larga, ma Tobaldo sorvola; tante le proteste, lo Sporting Cecina si salva. È un episodio decisivo nell'economia complessiva della partita: scocca l'ora di gioco, e il neoentrato Calloni serve ai venti metri Lattuada, che controlla il pallone e con un diagonale secco batte Visconti. Ora di reti il Venturina deve rimontarne due: segue un tentativo d'arrembaggio, avviato dall'affondo di Lolini che offre un gran pallone a Da Frassini, al tiro sopra la traversa. La partita però sta per chiudersi: Bologna decide di complicare ancora di più la situazione guadagnandosi la seconda ammonizione, quella che lascia il Venturina in nove (66'). Ora lo Sporting Cecina è completamente padrone del campo: Creatini prova subito a chiudere la pratica con un gran tiro che Visconti para. Lo 0-3 è solo rimandato al 74': Bucchioni calcia in area un angolo, sullo spiovente irrompe Meatu che di testa segna lo 0-3. A complicare ancora di più la situazione del Venturina ci si mette anche Tobaldo, che nei confronti di Da Frassini esibisce il terzo cartellino rosso di giornata. Lo Sporting Cecina ne approfitta per segnare lo 0-4: Barbaro lancia lungo Bapary, che tutto solo s'invola verso Visconti e lo batte con un diagonale perfetto. Magrì esulta: alla fine mancano ancora tre giornate, ma la prospettiva della salvezza comincia a farsi reale.Calciatoripiù: Visconti, Lolini(Venturina),BarbaroeBucchioni(Sporting Cecina).

StemmaTau Altopascio 5

StemmaAquila Montevarchi 0

TAU ALTOPASCIO: Tafi, Quiriconi, Serafini, Moschini, Romanelli, Guidi, Gabbrielli, Pierucci, Giovannelli, Sarnataro, Bonelli. A disp.: J. Ricci, Biondi, Lamperi, Tancredi, Pacini, Stondei. All.: Luca Paoletti.

AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Pinciani, Tani, Maccioni, Palazzini, Cioncolini, Pranteddu, Borri, Marchetti, Brogi, Cannoni. A disp.: Calosci, Berti, Bigozzi, Cincinelli, Ensoli, Miniati, Panci, Sirà Pericoli. All.: Daniele Visani Lalli.

ARBITRO: Mammini di Pontedera

RETI: 14' Bonelli, 33' Pierucci, 41', 62' Giovannelli, 61' Stondei.

È così forte che maschera la stanchezza; e ha una rosa così profonda, se non per numero quantomeno per qualità, che anche agli sgoccioli di un'annata trionfale e a tratti massacrante continua a dominare e a sbalordire. Il pari contro la Settignanese, secondo rallentamento naturale d'una stagione da record, l'ha già archiviato tra i pochissimi incidenti: il Tau vince anche la penultima in casa (da ospitare resta solo la Sestese, grande classico dopo Pasqua), la vince senza subire reti e soprattutto segnandone cinque, traguardo che aveva raggiunto o migliorato solo altre due volte: fu 5-2 al Fucecchio, 10-1 al Poggio a Caiano. Il senso è chiaro: anche a campionato vinto nessuno ha intenzione di rallentare. Se n'accorge l'Aquila Montevarchi, comunque solida a metà classifica, in svantaggio al quarto d'ora sulla combinazione con Quiriconi chiusa da Gabbrielli con un cross profondo dalla corsia destra: letale sul secondo palo taglia Bonelli, che per segnare la rete stagionale numero ventinove ha bisogno soltanto di spingere il pallone in porta. La pausa il Tau la raggiunge sul doppio vantaggio: la mezz'ora è passata da poco quando dalla terza linea Romanelli s'inventa un filtrante micidiale, così ispirato da spaccare a metà il Montevarchi e favorire l'inserimento di Pierucci, che con un controllo orientato si presenta al limite dell'area e col destro a mezz'altezza spedisce il pallone in porta. Il 2-0 della prima metà si trasforma nel 3-0 al riavvio: col primo calcio d'angolo della ripresa Sarnataro cerca il primo palo e la spizzata di Serafini, assist perfetto per la settima rete stagionale di Giovannelli. A metà ripresa arriva anche l'ottava, con un destro in corsa sul secondo palo; l'azione l'aveva avviata Pierucci e con l'esterno l'aveva rifinita Stondei, che insieme avevano già confezionato il 4-0: verticalizzazione del primo, anche lui con l'esterno stavolta mancino, e tiro violento del secondo una volta raggiunto il limite destro dell'area di porta. È il quarto marcatore diverso d'un pomeriggio trionfale; l'ennesimo per il Tau ormai già lanciato verso la prossima stagione.





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