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    Juniores regionali, Capezzano salvo: intervista a Gabriele Bertolucci

Vincendo lo spareggio del girone B contro il Via Nova, il Capezzano ha conquistato la salvezza negli Juniores regionali. Una vera impresa per la squadra di Gianluca Di Cola, che a sette giornate dal termine del campionato sembrava ormai spacciata. Ne parliamo con il vicecapitano Gabriele Bertolucci:

Partiamo proprio dallo spareggio vinto contro il Via Nova. Ci racconti l'atmosfera che si respirava nel gruppo durante la settimana di avvicinamento a questo appuntamento così delicato? In campo, poi, che partita è stata e in che modo siete riusciti a portarla a casa?

Conoscevamo tutti benissimo l'importanza della partita. Durante la settimana di avvicinamento c'era la tensione giusta e, comunque, quella fame che ti fa dare il centodieci per cento in ogni singolo allenamento. Per quanto riguarda la gara, invece, è stata una vera e propria battaglia, come ogni finale. Loro erano un'ottima squadra e ci hanno messo in difficoltà in alcuni frangenti, ma sapevamo che avremmo dovuto soffrire dato che in campionato avevamo perso sia all'andata che al ritorno. Comunque siamo riusciti a vincere la partita grazie al cuore e al sacrificio di tutti, soprattutto di chi è entrato dalla panchina a gara in corso; ognuno di noi ha dato una grossa mano e una spinta incredibile per portare a compimento questa impresa.

Facciamo un passo indietro: l'opportunità di giocare lo spareggio ve la siete guadagnata pareggiando sul campo del Calenzano all'ultima giornata. Al contempo, però, avreste potuto salvarvi direttamente se non aveste subito il gol del 3-3 di Sarti in pieno recupero. Dopo quella partita era più la delusione per l'impresa sfiorata o la carica per aver ottenuto comunque un punto prezioso contro la capolista?

Dopo la partita di Calenzano c'era sicuramente la delusione di aver subito gol all'ultimo minuto, ma c'era anche la consapevolezza di essere riusciti a ribaltare una gara che dopo pochi minuti ci vedeva sotto 2-0, contro una squadra come il Calenzano che lottava per vincere il campionato. Quindi la delusione dopo il fischio finale si è trasformata immediatamente in rabbia e voglia di vincere lo scontro diretto contro il Via Nova.

Alla ventottesima giornata la vostra situazione di classifica sembrava ormai compromessa. Poi, dalla partita sul campo del Real Forte Querceta, avete invertito completamente la rotta ottenendo sei vittorie consecutive che vi hanno permesso di tornare in corsa per la salvezza. Che cos'è scattato da quel momento in poi?

Diciamo che la nostra corsa per la salvezza è iniziata quando è tornato mister Gianluca Di Cola. Nonostante la situazione di classifica in cui eravamo, è riuscito a portare tranquillità e a creare un gruppo forte e coeso, dove tutti i compagni si aiutavano e si incoraggiavano l'un l'altro, compreso chi non giocava. È stato proprio questo a permetterci di salvarci. La partita contro il Real Forte è stata la scintilla che ci ha dato maggiore consapevolezza e la spinta necessaria per raggiungere il nostro obiettivo.

Facevi parte degli Juniores del Capezzano anche nello scorso campionato, quando chiudeste a metà classifica senza di fatto mai ritrovarvi davvero invischiati nella lotta salvezza. Che cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione e quali sono state le principali difficoltà che avete incontrato quest'anno?

La principale difficoltà rispetto all'anno scorso è stata sicuramente il doppio cambio di allenatore. Sia il primo mister, esonerato dopo pochi mesi, sia il secondo, anch'egli sollevato dall'incarico, non sono riusciti a creare un gruppo unito e a darci gli stimoli giusti per disputare un buon campionato. Eppure le potenzialità per fare bene c'erano tutte, e lo si è visto nel girone di ritorno dove con mister Di Cola abbiamo totalizzato più di trenta punti. Parliamo non a caso dello stesso allenatore che l'anno scorso ci ha guidati fino al settimo posto, a un passo dalla Coppa Toscana.

Non è certo consuetudine per una squadra che lotta per la salvezza avere due calciatori così prolifici sotto porta come Trombella e Querin, autori complessivamente di quasi quaranta gol. Quanto è stato importante poter contare su dei numeri offensivi che nessuna delle vostre concorrenti possedeva?

Avere due giocatori come Trombella e Querin è stato un lusso incredibile. In campionati così equilibrati e duri, sapere che là davanti hai due elementi capaci di inventare il gol dal nulla ti dà una sicurezza enorme. Sicuramente i complimenti vanno prima di tutto a loro, perché fare quasi quaranta gol in due non è mai banale, ma anche alla squadra che è stata capace di metterli nelle condizioni giuste per segnare così tanto.

Pur potendo continuare a giocare negli Juniores come fuori quota, essendo un classe 2007 dall'anno prossimo comincerai inevitabilmente a proiettarti verso il mondo delle prime squadre. Da questo punto di vista quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sinceramente al futuro non ho ancora pensato, preferisco godermi al massimo questa salvezza e festeggiare con i compagni, il mister e la società un traguardo per cui abbiamo lottato duramente per tutta la stagione. Chiaramente il passaggio al mondo della prima squadra sarà un salto importante a cui guardare, ma il mio obiettivo principale rimarrà lo stesso di sempre: continuare a crescere e imparare il più possibile, con la massima umiltà e con la passione per questo sport.

Giulio Dispensieri

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