Juniores regionali, Grassina campione: intervista a capitan Cillerai
Al termine d'una splendida cavalcata il Grassina s'è laureato campione nel girone D degli Juniores regionali con due giornate d'anticipo, conquistando la promozione nell'élite. Ne parliamo con il capitano rossoverde Jacopo Cillerai:
Per laurearvi campioni in questa giornata dovevate vincere e sperare in un passo falso della Sangiovannese. Come avete reagito alla notizia del pareggio contro il Montespertoli? Vi aspettavate di festeggiare con due turni d'anticipo?
Sapevamo che la cosa più importante era vincere la nostra partita senza farci distrarre dagli altri risultati; durante la gara eravamo concentrati esclusivamente sul campo. Quando è arrivata la notizia del pareggio della Sangiovannese è stato un momento incredibile, anche se sapevamo che il Montespertoli sarebbe stato un avversario molto ostico. C'è stata un'esplosione di gioia e tanta soddisfazione: questo traguardo è il risultato del lavoro svolto durante tutta la stagione, e non è mai facile arrivare in fondo in questo modo. Non ci aspettavamo di festeggiare con due giornate di anticipo, visto quanto è stato difficile mantenere la vetta per tutto il campionato, ma questo rende tutto ancora più bello. È un premio per il gruppo, per i sacrifici fatti e per la continuità che abbiamo dimostrato durante l'anno.
Dopo ognuna delle quattro sconfitte rimediate nel corso del campionato avete sempre saputo reagire alla grande e, di fatto, non avete mai vissuto un vero momento di crisi. Come ci siete riusciti? È stata la continuità il vostro vero punto di forza?
La chiave è stata la mentalità del gruppo. Dopo ogni sconfitta non abbiamo mai perso fiducia; al contrario, le abbiamo usate come occasioni per migliorarci, capendo cosa non avesse funzionato per ripartire subito più forti. Non c'è mai stato panico o nervosismo perché conoscevamo il valore della squadra e del lavoro settimanale. In questo ha inciso molto anche il mister: è stato bravo a tenerci sempre sul pezzo senza permetterci cali di tensione, offrendoci però grande supporto nei momenti più complicati. La continuità è stato il nostro principali punto di forza: in un campionato lungo non basta fare grandi prestazioni sporadiche, serve esserci sempre, anche nelle giornate difficili. Noi ci siamo riusciti restando compatti e concentrati sull'obiettivo.
Qual è stata la partita o il momento della stagione in cui avete capito di avere una marcia in più per vincere il titolo?
Non credo ci sia stata una partita specifica, piuttosto un percorso costruito settimana dopo settimana. Un momento importante è stato però quando ci siamo laureati campioni d'inverno: lì abbiamo acquisito consapevolezza dei nostri mezzi, capendo che il titolo era alla nostra portata. Da quel momento è cambiato qualcosa anche a livello mentale: abbiamo iniziato a crederci di più, ma senza mai perdere l'umiltà, continuando a lavorare con la stessa intensità fino alla fine.
I numeri legittimano il vostro trionfo: miglior difesa e miglior attacco del girone. Quanto merito c'è di mister Bambi in questo equilibrio tra le due fasi e quanto è stato importante poter contare su diversi calciatori capaci d'andare in doppia cifra come Stinghi, Erpici e Bartoletti?
Dietro questi numeri c'è tanto lavoro del mister, soprattutto dal punto di vista tattico. È stato bravissimo a dare equilibrio alla squadra, rendendoci solidi dietro e molto produttivi davanti. La media di quasi tre gol a partita è il segno di un attacco che ha funzionato alla grande. In fase difensiva, i pochi gol subiti sono merito del gran lavoro di Pescucci e Meini, che hanno guidato il reparto in modo eccezionale, permettendoci di essere sempre compatti e concedere pochissimo agli avversari. Davanti i numeri parlano chiaro: Stinghi, Erpici e Bartoletti hanno fatto un lavoro straordinario. Voglio però citare anche Birindelli, frenato dagli infortuni ma che avrebbe sicuramente raggiunto la doppia cifra, e Murrone: sono ragazzi speciali che hanno dato tantissimo al gruppo. Senza di loro e senza il contributo dei ragazzi della prima squadra, che hanno dimostrato grande senso di appartenenza e maturità dando sempre il massimo per la maglia, non saremmo riusciti a raggiungere questo traguardo.
Avendo giocato negli Juniores del Grassina anche nello scorso campionato, terminato a metà classifica, ti saresti mai aspettato di vincerlo quest'anno? Quali sono state le principali differenze nel vostro gruppo squadra e nel girone?
Ripensando alla scorsa stagione vincere il campionato non era scontato, ma già dal grande girone di ritorno dello scorso anno si intravedeva qualcosa di importante. Avevo la sensazione che quest'anno potessimo puntare molto più in alto. Il girone si è confermato impegnativo, con squadre forti e partite mai semplici, ma la differenza l'ha fatta il gruppo. Siamo cresciuti tanto grazie agli innesti dei ragazzi del 2008 e all'aiuto dei calciatori della prima squadra. Inoltre, lavorare con continuità con il mister ci ha permesso di assimilare meglio le sue idee e costruire una grande intesa. Aggiungo poi la collaborazione con la prima squadra, che si è rivelata un valore aggiunto sotto ogni punto di vista.
Per te, che sei un classe 2007, si comincia inevitabilmente a intravedere la prospettiva del passaggio nei dilettanti. Che rapporto hai con la prima squadra e che cosa rappresenta per te il Grassina, società dove sei arrivato dopo tante altre esperienze importanti?
La prospettiva del salto nei dilettanti è uno stimolo importante. Il rapporto con la prima squadra è stato molto positivo, grazie anche a una società che ha svolto un lavoro eccezionale. Il direttore Giorgio Orsadini e il responsabile dell'area tecnica Gianni Morrocchi sono sempre stati presenti, trasmettendoci quanto tengano al gruppo Juniores e al percorso di crescita dei ragazzi anche in ottica prima squadra. Questa vicinanza non è scontata ci ha dato grande motivazione. Il mio obiettivo è continuare a crescere e farmi trovare pronto per il salto, lavorando con serietà e cercando di imparare il più possibile. Riguardo al mio percorso ho iniziato alla Sales, poi sono passato all'Affrico e in seguito, dopo un'esperienza nei Nazionali con la Pistoiese, sono tornato all'Affrico dove ho vinto molto con un allenatore di alto livello come Filippo Gori. Il Grassina, però, ha avuto un ruolo fondamentale: mi ha accolto a gennaio dello scorso anno dopo sei mesi di infortunio, permettendomi di ritrovare forma e fiducia. Sentire la fiducia del mister, che quest'anno mi ha onorato della fascia di capitano, è stato importante per ritrovare la giusta motivazione. Se oggi sono il giocatore che sono lo devo anche questa società, che ringrazierò sempre.
Giulio Dispensieri
