Campani
Kulla
La Grotta
Baraldi
RETI: Campani, Kulla, Baraldi, La Grotta
SESTESE: Varosi, Zaiti, Franchi, Bartoli, Ghinea, Bartolozzi, Kulla (63' Sponsale), Giovannelli (55' La Grotta), Petrini (63' Shabani), Campani, Kola. A disp.: Sorisi, Acca, Dainelli, Di Vico, Dondini. All.: Jacopo Corti.
GROSSETO: Schiavone, Palmacci (63' Galatolo), Turco, Secidini (38' Musardo), Dovidio, Uritescu, Ferroni, Ginanneschi, Baraldi, Tortelli, Rossi (50' D'Ambra). A disp.: Giabbani, Palmieri, Fulda, Savelli, Della Monaca. All.: Maurizio Angeli.
ARBITRO: D'Ascoli di Arezzo, coad. da Tilli e Gentili.
RETI: 28' Campani, 50' Kulla, 66' Baraldi, 70' La Grotta.
Narrando di Holden Caulfield, Salinger lo rese un filone letterario degno d'esser considerato a sé, ma alla fine questo genere di storie sono universali, piccole tessere del più grande mosaico rappresentato dalla storia dell'umanità. La quale passa sempre attraverso il passaggio compiuto dai suoi giovani individui verso l'età adulta. Somiglia a un romanzo di formazione la storia di Jacopo Corti alla guida dei suoi classe 2012, perché dentro c'è tutto quello che connota una storia simile, che passa attraverso ostacoli e difficoltà, prove superate, errori e cadute ma anche vittorie e rivincite in bello stile; una missione più che un'avventura di coppa, che, per compiersi davvero, presenta davanti i conti in sospeso durante il campionato, come quelli contro San Miniato e Scandicci, che erano riusciti a fare muro e impedire il successo degli avversari. Ancora una volta i propri limiti davanti, la voglia di superarli, la possibilità che regala il calcio - come la vita - di poterli affrontare una seconda volta, possibilmente con esito vincente. Se un anno fa i rossoblù accarezzarono soltanto la possibilità di regalarsi la finale per il titolo regionale Giovanissimi B, uscendo in semifinale, stavolta il sintetico tirato a lucido delle Due Strade accoglie e diventa catalizzatore di gioia: la coppa del Trofeo Regionale Under 15 finisce nella bacheca di una delle società più titolate della Toscana, e la consegnano con orgoglio al proprio club capitan Campani e compagni, che vincono una finale dal sapore intensissimo contro il Grosseto. Alla squadra di Maurizio Angeli va non solo l'onore delle armi che si tributa alla squadra perdente una finale, ma anche l'encomio per averla interpretata con personalità e impianto di gioco degni di una squadra con l'iniziale maiuscola; il valore dell'avversario, che è in fase di transizione verso i palcoscenici professionistici che gli competono, fornisce un'ulteriore sottolineatura sul prestigio del successo dei ragazzi di Corti. Autore di una stagione vissuta costantemente ai vertici del proprio girone, il Grosseto questa finale se l'è guadagnata con merito, lottando e vincendo ogni incontro che il calendario gli ha proposto; arrendersi così, sul più bello, non può che bruciare, ma se a mente lucida Uritescu, Ginanneschi e i suoi compagni osserveranno sulla cartina quanto è stata lunga e bella la strada percorsa, l'amaro in bocca sparirà. Almeno un po'. Ora la cronaca. Quasi a voler aggredire la finale fin da subito, a cominciare dalle sue primissime battute, la Sestese si presenta con un rilancio a cercare Giovannelli sul quale monta un'ottima guardia d'Ovidio, mentre al 3' i rossoblù propongono un'importante accelerazione sulla destra, proprio sotto le tribune del Bozzi: Campani cerca e trova Petrini, che poi prolunga ulteriormente per Giovannelli, abile nel vincere il duello fisico con Dovidio e sparare in corsa col destro da dentro l'area, cercando l'incrocio dei pali a lui più vicino, il pallone si perde sul fondo di non più di un paio di metri. La Sestese prova a dare al proprio inizio i caratteri di un forcing e al 4' insiste con un bel cross dalla sinistra da parte di Kola, ottima però la diagonale difensiva di Turco che anticipa l'avanzata di Zaiti dalla parte opposta del campo; per udire il Grosseto battere un colpo basta attendere un altro poco, al 6' ecco allora l'improvvisa rasoiata dalla media distanza di Tortelli, che scalda i guanti all'attento Varosi, dopo 120 secondi però arriva un'altra fiammata dei rossoblu; Giovannelli ne è l'interprete ma il suo spunto viene chiuso sul più bello pur con qualche affanno dalla retroguardia grossetana, mentre la successiva conclusione di Bartoli ha la giusta potenza ma non la necessaria precisione e si perde sul fondo. Dopo un inizio favorevole alla compagine fiorentina, i biancorossi di Angeli trovano il modo di alzare il loro schieramento tattico e al 10' esatto si rendono molto pericolosi. Lo fanno con una ripartenza fulminea sulla sinistra, Baraldi serve Ferroni che entra in area dopo aver vinto un duello spalla contro spalla con un avversario e poi cerca l'angolo vincente all'altezza del primo palo: Varosi si disimpegna ancora con efficacia. Trascorsi cinque minuti interlocutori dopo questa azione ecco che sul taccuino ne finisce un'altra di marca Grosseto: ancora protagonista Ferroni, che arriva al tiro forse con troppa facilità, un'autentica bordata che Varosi respinge coi pugni, poi è quasi decisivo l'intervento di Ghinea che anticipa e impedisce il tap-in di Rossi. Per ritrovare la Sestese pericolosa in fase offensiva occorre attendere il 18', minuto in cui il calcio spiazzato partito dai piedi di Kulla è eseguita in bello stile ma non costituisce un serio problema per Schiavone, che disinnesca con sicurezza; ben più consistente la chance che i ragazzi di Corti costruiscono al 20', quando sugli sviluppi di una rimessa laterale di Zaiti il velo di Giovannelli consente a Kulla di arrivare al tiro da ottima posizione, Schiavone però compie un grandissimo intervento e poi si supera impedendo Il tocco ravvicinato che sarebbe stato sicuramente vincente da parte di Giovannelli. Il match decolla definitivamente e dopo un minuto esatto la Sestese sfiora ancora il vantaggio: Kulla riceve in area avversaria un rilancio in profondità e tocca il pallone anticipando l'uscita dell'estremo difensore avversario, d'Ovidio però legge al meglio la situazione e recupera il pallone prima che oltrepassi la linea di porta. Ma la situazione di equilibrio non è destinata a durare ancora a lungo, e le avvisaglie arrivano al 26', minuto in cui la Sestese costruisce un'ottima ed elaborazione manovra da destra verso sinistra; il pallone passa rapidamente dai piedi di Petrini a quelli di Bartoli e Kola fino ad arrivare a Giovannelli, cui è affidata la finalizzazione, il suo tiro però non è precisissimo. Trascorrono ulteriori 2' ed ecco che stavolta i ragazzi di Corti aggiustano la mira, e lo fanno soprattutto grazie ai piedi fatati di Campani, che si incarica di battere una punizione dai 30 metri, leggermente defilata sulla sinistra, e disegna una traiettoria splendida, che si insacca a fil di palo all'altezza del primo montante rispetto al suo punto di battuta. Il dizionario dei luoghi comuni del calcio recita tante frasi fatte, ma alcune hanno una loro verità indiscussa; una di queste fa sì che sia giusto definire una mazzata un gol subito da una squadra proprio al termine di un primo tempo giocato praticamente alla pari contro un avversario dal potenziale enorme; nonostante esprimano il loro calcio con tante differenze le due squadre hanno dato vita infatti a un primo tempo dinamico, che la Sestese è stata brava ad aggiudicarsi proprio a fil di sirena. Quando si riparte per il secondo tempo però i rossoblù intuiscono in fretta quanto i luoghi comuni siano insidiosi e in buona sostanza dei falsi amici, perché il Grosseto prova a trasformare la doccia fredda subita in precedenza con tanta voglia di rivalsa e impegna subito gli avversari con Baraldi, sul quale compie un recupero decisivo l'attentissimo Ghinea. La gara si fa concitata e si sporca anche un po', il Grosseto cerca il pareggio e al 40' ci riprova con la coppia Tortelli-Baraldi, ma i centrali avversari, nello specifico Bartolozzi e il già citato Ghinea, sono ancora una volta insuperabili. Al 43' la Sestese beneficia di una punizione in posizione molto simile a quella che ha portato al gol di Campani, stavolta però il numero 10 conclude sulla barriera. Il Grosseto usa la stessa arma 2' più tardi: sugli sviluppi di una punizione sulla trequarti battuta da Ginanneschi, il pallone arriva a Ferroni il cui tiro rimbalza sulla coscia di un difensore avversario secondo l'arbitro, mentre i maremmani reclamano a gran voce il calcio di rigore, cuori sostenendo che il pallone abbia sbattuto contro la mano di un giocatore avversario. Le vibranti proteste che seguono non distraggono i ragazzi di Angeli che, al 49', ci riprovano con il cross di Dovidio a cercare Palmacci e Rossi, che riescono a sollecitare ma non a scardinare la retroguardia rivale. Ne contesto di una una fase di gioco apertissima, il risultato è destinato a cambiare in fretta e la cosa avviene al 50', quando da Sestese raddoppia i conti grazie all'invenzione di Kulla che, dalla bandierina del calcio d'angolo di destra, sorprende il portiere avversario insaccando il pallone direttamente in porta, anche prima del tocco di Bartolozzi appostato proprio sulla linea. Il Grosseto prova ancora una volta a recuperare una situazione complicata e si espone alle ripartenze degli avversari che, al 55', affondano in contropiede con Petrini e Zaiti, la cui mira però non è precisa, mentre al 57' il solito Ferroni prova a scuotere i suoi ma anche il suo tentativo non inquadra Il bersaglio. Il grande merito del Grosseto è quello di non uscire mai da una gara così difficile e al 61' si rende pericoloso con una deviazione aerea di d'Ambra su cross da calcio piazzato di Musardo; adesso i maremmani cercano di lanciare il più possibile Baraldi negli uno contro uno con la difesa avversaria e al 66' proprio il centravanti biancorosso riesce a dimezzare le distanze di svantaggio beffando Varosi in uscita e concretizzando al meglio il lancio di Uritescu e la sponda di Baraldi. Il finale, gli ultimi minuti, sono palpitanti, e mentre il Grosseto cerca di tirar fuori tutte le residue energie di cui dispone, al 70' la Sestese assesta il colpo del ko: Petrini addomestica il pallone per l'accorrente La Grotta, la cui conclusione sorprende Schiavone, che non riesce a impedire che il pallone termini in rete. Neanche il tris di un avversario ormai lanciato verso il traguardo a braccia semi-alzate arresta lo spirito guerriero del Grosseto, che s'arrende solo al triplice fischio. Quest'ultimo è un suono meraviglioso per la Sestese: non c'è successo più bello di quello che nasce dall'aver vinto, anzi stra-vinto in primis contro tutti i propri (presunti) limiti.
Lorenzo Martinelli
Commento di : calciopiu