Fossi I.
Andres
Lenci
Monaci
RETI: Lenci, Fossi I., Monaci, Andres
VENTURINA: F. Galli, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Lenci, Tosi (75' Bologna), Galbiati (75' Viganò), Mezzetti (92' Messina), Priore (75' Panichi), Guazzini, Monaci (84' Casoli). A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Guazzelli. All.: Fabio Bucciantini.
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini (82' De La Cruz), Mugnaini (84' Morozzi), M. Lazzerini, Zangarelli (97' Chirinos Calderon), Crini (97' Torres Perez), Zini (61' Dario Burgassi), Andres, Fossi, Narduzzi (56' Cullhaj). A disp.: Dallai, C. Lazzerini, Pagnotta. All.: Marco Fraccone.
ARBITRO: Mancini di Siena coad. da Baldasseroni e Biagianti
RETI: 7' Andres, 45' Monaci, 58' Lenci, 88' Fossi.
NOTE: espulso De Angeli (94'). Ammoniti Guazzini e Mugnaini. Angoli: 3-4. Recupero: 1'+8'. Sequenza rigori: Da Frassini parato, Fossi rete, Messina parato, Andres rete, Lenci rete, Torres Perez rete, Lolini rete, Chirinos Calderon rete.
Tra la gloria eterna e la disperazione stanno due minuti soli, due minuti che restano tali anche se poi diventano dieci; quei due minuti si dilatano fino ai tiri di rigore, eppure restano due: già all'inizio di quei due minuti, e dunque alla fine degli ottantotto che li precedono, si capisce che per il secondo anno di fila - cambia la categoria, non la tristezza e neppure, ferme le bocce, l'orgoglio - il Venturina verrà via dal Bozzi sconfitto in finale. Vince la Cattolica Virtus, avanti in avvio e poi costretta alla controrimonta, vince e sigilla con un trofeo prestigioso una stagione che l'ha vista iniziare zoppicando e crescere a ogni giro di calendario: dei suoi trentasei punti nel girone di ritorno nessuno ha fatto meglio. Vince la Cattolica Virtus, che dopo il 2-2 dei tempi regolamentari s'affida di nuovo a Bracci, già eroe del quarto contro la Sestese, per uscire trionfante da una sequenza perfetta; e non è un caso, non può esserlo, che chiuderla tocchi a Chirinos Calderon, che un acciacco costringe a stare seduto per quasi tutta la partita più importante della stagione: non è un caso che sia lui a consegnare alla Cattolica Virtus il Torneo regionale U17, perché mesi fa fu lui, dopo una serie infinita d'errori, a esorcizzare la paura del disco. Non c'è niente di paradossale nel veder trionfare ai rigori una squadra che in campionato di rigori ne ha sbagliati sette, non c'è niente di paradossale né di metafisico: la sintesi tra il lavoro psicologico di Fraccone, vecchio cuore giallorosso e commossissimo a fine partita, e la personalità di Chirinos Calderon ha trasformato il terrore in un punto di forza. Ai rigori cade il Venturina, tradita dal suo calciatore più noto (si consoli: Franco Baresi, che con Da Frassini condivideva molto più che il ruolo, sbagliò un rigore nella finale di un Mondiale maledettissimo, e rimase Franco Baresi) e da Messina, entrambi ipnotizzati da Bracci nei tiri che aprono la sequenza: a quel punto per la Cattolica, impeccabile Fossi e impeccabile Andres, che avevano già segnato nei tempi regolamentari e che si confermano fuoriclasse, restare avanti è semplicissimo. È l'epilogo di una serata che lasciando l'impianto Giancarlo Scampati, dirigente della Floria e grandissimo intenditore, chiosa con «sono queste le partite»; ha ragione, perché la finale del Bozzi contiene tutto ciò che di prezioso il calcio può esprimere: tecnica, ritmo, imprevisti, polemiche e una scenografia che qualche ramo del semiprofessionismo è legittimato a invidiare. A Firenze arrivano in tanti da Venturina, per spingere la squadra verso un traguardo storico; e, meno la strada da fare, in tribuna s'assiepano anche tanti vestiti di giallo e di rosso, compresi i bambini splendidi della scuola calcio e un branco d'adolescenti che troppo spesso in piedi (o s'arriva presto o la mano a tutti e venti, venti fra' e venti bro', non la si può dare) fanno innervosire il cronista, già provato dalla commistione tra l'astigmatismo e i numeri neri, di notte e al crepuscolo invisibili sulle strisce giallorosse e biancoazzurre. Per prendere le misure alle due squadre dunque serve qualche minuto in più del solito; meno però ce ne vuole per capire che Bucciantini punta a impadronirsi del centrocampo, nel quale Tosi (2010, come Monaci: in vista dell'anno prossimo il Venturina ha seminato benissimo) e Guazzini tolgono spazio e respiro a Mugnaini, al cui fianco Zini non vive la serata migliore di una stagione più che positiva. Soprattutto, la Cattolica sembra faticare nell'interpretazione di un 4-4-2 che veste come un abito scomodo, reso ancora più stretto dall'assenza di Chirinos Calderon: in difesa s'abbassa Manuel Lazzerini, che ritrova il vecchio ruolo di stopper e che però priva la mediana del proprio dinamismo. Con queste premesse, il vantaggio della Cattolica si materializza quasi inaspettato; inaspettato però non può esserlo davvero quando in attacco giocano Fossi, che a sinistra riceve la verticalizzazione di Narduzzi e prolunga in orizzontale la traiettoria tagliando fuori l'intera retroguardia avversaria, e Andres, che calciando col destro rasoterra anticipa Filippo Galli. È l'1-0, appena sette i minuti dal primo fischio di Mancini: il vantaggio cambia le prospettive delle duellanti, perché consente alla Cattolica di lasciare al Venturina il peso della manovra e di opporsi con efficacia ogni volta che il pallone s'avvicina all'area di rigore. Come nell'arco di tutta la stagione, nella quale il miglior marcatore è stato Da Frassini, il Venturina accusa l'assenza di un centravanti classico: nell'interpretazione del ruolo Priore non si risparmia, ma resta molto più decisivo - lo dimostrano i due assist vincenti - quando si defila e gioca per premiare gli inserimenti dei compagni. Dunque avvicinarsi alla porta tocca di nuovo alla Cattolica, che sfrutta un'altra combinazione tra Fossi, che verticalizza, e Andres, che calamita su di sé due terzi della difesa e poi smista il gioco a destra, per consentire a De Sa di sovrapporsi e crossare dall'ultima linea: pericoli maggiori li evita la diagonale di De Angeli, che opponendosi forse col fianco o forse col braccio (Baldasseroni, il primo assistente, è frontalissimo: giusto fidarsi della sua valutazione) concede solo un calcio d'angolo (25'). Protagonista in positivo di un'azione d'attacco, dieci minuti più tardi De Sa rischia di lasciare un'impronta brutta su una prova fin lì positiva: è a lui che Galbiati sgraffigna il pallone giocato subito in verticale per Priore (eccolo che si defila, stavolta a sinistra), il cui traversone Manuel Lazzerini rinvia di prima. Anche se rimasta senza l'esito desiderato, l'azione fa capire al Venturina che se spinge può trovare qualche varco in cui infilarsi: in uno interessante spunta Tosi, che costringe Zini al fallo a una ventina di metri della porta. Della punizione s'incarica Priore, che con l'interno destro anziché la potenza cerca la precisione: gli esce un tiro ben indirizzato sul secondo palo ma lento, troppo lento, bloccato facile da Bracci. Sul rilancio il Venturina riconquista il possesso e torna subito a proiettarsi in zona d'attacco: il mancino di Tosi, ormai signore e padrone della mediana, fa correre Guazzini, che preso il tempo a Manuel Lazzerini vede il sombrero sbattere in un'opposizione più che sospetta. È impossibile che Mancini consideri non punibile la posizione del braccio destro, innaturale e fuori sagoma: semmai valuta, ipotesi fragile considerato che il pallone cambia traiettoria, che nessun tocco c'è stato (41'). Le proteste del Venturina durano giusto qualche minuto, perché sull'ennesima verticalizzazione - stavolta addirittura dalla terza linea - il punteggio torna pari: Da Frassini indovina un corridoio rasoterra nel quale Priore (eccolo che si defila, stavolta a destra) brucia Peccini e centra in orizzontale per Monaci, che al vertice dell'area di porta anticipa Zangarelli e col destro batte Bracci. Al 45' il punteggio recita 1-1, ma il Venturina rischia di non portare il pari intatto alla pausa: per evitare che la Cattolica ripristini subito il vantaggio c'è bisogno di una grande parata di Filippo Galli, decisivo nell'opporsi a Crini, che dall'interno dell'area di rigore aveva armato il destro di prima. Dal pericolo corso quando non si dovrebbe mai, tantomeno se si è appena restaurato l'equilibrio, il Venturina mostra di aver tratto più di un insegnamento prezioso: la prima parte della ripresa si gioca tutta nella metà campo della Cattolica, a rischio già al 49' su un tiro improvviso che Bracci deve neutralizzare in tuffo. Dai sedici metri aveva calciato Priore, che qualche secondo più tardi alimenta un'altra azione d'attacco liberandosi di Manuel Lazzerini e ripulendo il lancio di Lolini con una sponda per Galbiati: di nuovo la Cattolica s'aggrappa a Bracci, reattivo nell'opposizione in due tempi, inibizione per qualsiasi tentativo di ribattuta. Per completare la rimonta il Venturina ha bisogno dell'occasione numero tre, e anche di questa è protagonista Priore: arma notissima eppure difficilmente disinnescabile, la sua rimessa laterale da sinistra attraversa tutta l'area di rigore e premia il taglio di Lenci, che anticipa Peccini e di testa gira il pallone accanto alla base del palo lontano (58'). È il momento più difficile della serata della Cattolica, che cento secondi più tardi rischia la capitolazione anticipata: la salva la traiettoria, alta di una spanna, del destro di controbalzo sferrato da Lenci sull'invito di Galbiati. Alla panchina della Cattolica Virtus, che può contare su uno staff di primo livello (oltre che con Dino Somigli, vice storico dai tempi di Gozzi, Fraccone può confrontarsi con Lapo Cannone e Valter Ballini, che di calcio sa come pochi in Toscana), l'episodio sollecita la rivoluzione: l'ingresso di Dario Burgassi per Zini consente di passare al 4-3-3, nel quale Manuel Lazzerini torna a fare la mezzala (destra: a sinistra c'è Cullhaj, che aveva appena rilevato Narduzzi) e Crini può dimenticarsi i compiti difensivi sulla corsia di competenza. È lui (fallo di De Angeli) a conquistare la punizione con cui la Cattolica notifica che l'inerzia della partita è cambiata: scoccato dal vertice destro dell'area di rigore, il tiro che Fossi spedisce verso la porta esce stretto di tre pollici. Da quel mancino nasce anche l'occasione successiva, creata su un calcio d'angolo che - situazione insolita, insolitissima - il Venturina gestisce così male da farsi travolgere in contropiede: dopo aver sprintato a destra ed essersi liberato di Lolini, Crini crossa per Cullhaj, che - spalancata la porta - col mancino calcia così storto da spedire il pallone tra i piedi di Giulia Biagianti, che di mestiere fa l'assistente e che dunque viaggia su e giù per la linea laterale sulla quale dà il retro splendido (antifrasi, riconoscetela) dei palazzi delle Due strade. Molto meglio Cullhaj calcia qualche secondo più tardi, sugli sviluppi della rimessa laterale che vede Manuel Lazzerini vincere il possesso a Galbiati e subire fallo in prossimità del vertice destro dell'area di rigore: per proteggere il primo incrocio Filippo Galli tenta la presa e perde il pallone, recuperato prima - contestata la decisione di Mancini, tocca di nuovo fidarsi - che sia troppo tardi (72'). Una situazione analoga, identico il tiratore anche se da una posizione un po' più defilata, fa rabbrividire il Venturina per la seconda volta in otto minuti: stavolta ampia, la traiettoria scavalca Filippo Galli e si spezza contro la faccia del palo. La Cattolica ci riprova sull'altra corsia, ora presidiata da De La Cruz (fuori Peccini): il suo invito centrale porta in pedana Manuel Lazzerini, il cui destro scende bene ma non abbastanza e dunque lascia vergine l'incrocio dei pali. La rete è matura, la Cattolica la segna quando alla fine mancano due minuti soltanto, due minuti che poi diventano dieci e che però restano due: la segna Fossi, che raccolta la rimessa di De Sa allontanata da Lolini si accentra da destra e batte Filippo Galli con un mancino ben cesellato anche se non angolatissimo. È il 2-2, e da giocare restano due minuti soltanto, che poi diventano dieci: in questi dieci Bracci sbroglia una situazione pericolosa uscendo su Viganò, che aveva rilevato Galbiati e che sul filtrante di Lolini aveva preso il tempo a Dario Burgassi. La Cattolica replica costruendo l'occasione che potrebbe valere la coppa senza passare dal disco: De Angeli decide d'immolarsi, e trattenendo Fossi lanciato a rete (a lui Filippo Galli neutralizza la successiva punizione, sporcata dalla barriera) baratta l'espulsione con la certezza del pareggio. Il verdetto slitta ai rigori, nei quali Bracci para due tiri su quattro (a segno Lenci e Lolini): non c'è bisogno del quinto, perché la Cattolica è perfetta, sono perfetti Fossi e Andres, è perfetto De La Cruz (sorpresa, o forse rivelazione) ed è perfetto Chirinos Calderon, che entra soltanto per chiudere la serie e per ricordare al mondo chi è stato colui che mesi fa quella paura è riuscito a esorcizzarla. Calciatoripiù: il Venturina, la cui sconfitta non cancella una stagione strepitosa (questa squadra Bucciantini aveva avuto l'incarico di salvarla), può diluire l'amarezza nell'ottimismo, stato d'animo quasi scontato quando, ferme le bocce, ci s'accorge che insieme a Lenci e a Priore (due assist vincenti, uno con le mani) i protagonisti sono stati due 2010, Tosi in mediana e Monaci all'attacco. È il segno che, combattendo con l'ostilità della geografia, da anni il lavoro del club - Roberto Pistolesi meriterebbe più di una citazione volante - è eccellente. Eppure niente di ciò, tutto ma non abbastanza, è sufficiente a impedire la vittoria della Cattolica, forte della presenza di due fuoriclasse che segnano sempre, e segnano anche nella sequenza finale: è in questo frangente che ad Andres e Fossi nella lista dei migliori s'aggiungono Bracci (due parate decisive anche stavolta) e Chirinos Calderon, che entra per segnare il rigore decisivo e per ricordare al mondo chi è stato colui che mesi fa quella paura è riuscito a esorcizzarla.
Samuele Tofani
Commento di : calciopiu