Andres
Andres
Minniti
Minniti
RETI: Minniti, Minniti, Andres, Andres
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, M. Lazzerini, Zangarelli, Crini, Zini, Andres, Fossi, Narduzzi. A disp.: Dallai, Dario Burgassi, C. Lazzerini, Mazzantini, Morozzi, Pagnotta, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz. All.: Marco Fraccone.
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Stasi, Musa, Riboli, Pancella, Durgoni, Notari, Santiago Palmini, R. Pacini. A disp.: Bellocci, Breccia, De Ferdinando, Dervishi, G. Sostegni, Paci, Bellini, Iuliucci, Materassi. All.: Marco Ferro.
ARBITRO: Pietrini di Valdarno.
RETI: 6', 39' Andres, 10' rig, 50' rig. Minniti.
NOTE: sequenza rigori: Minniti rete; Fossi rete; Riboli parato; De La Cruz rete; Stasi rete; De Sa rete; Iuliucci rete; Andres rete; Santiago Palmini rete; Mugnaini alto; De Ferdinando rete; Torres Perez rete; Dervishi rete; Dario Burgassi rete; Musa rete; Morozzi rete; Bassetti parato; Zini parato; Pancella parato; Bracci rete.
Vendetta, vendetta completa, vendetta ai rigori, vendetta a oltranza: la Cattolica Virtus vince dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, ed estromette la Sestese dal Torneo regionale. La memoria non può che tornare allo scorso 26 aprile, quando in pieno recupero Riboli decise il return match e ufficializzò il possesso del secondo gradino dell'élite regionale. Allora i sentimenti che accompagnarono negli spogliatoi Cattolica e Sestese erano a dir poco contrastanti. In quello giallorosso, nonostante il bilancio stagionale fosse più che positivo, si respirava una comprensibile amarezza: per la seconda volta in stagione, gli avversari si erano rivelati la loro autentica bestia nera. Trasudava, invece, soddisfazione quello rossoblù: la Sestese era nuovamente riuscita a giocare un brutto scherzo agli avversari soffiando loro, proprio sul filo di lana, una prestigiosa seppur platonica medaglia d'argento. La coppa concede alla Cattolica la terza opportunità, con allegata bella rivincita. Neppure le bizzarrie meteorologiche di un maggio che fa concorrenza al più cupo autunno riescono a scoraggiare i tanti appassionati e addetti ai lavori che gremiscono la tribuna. Due squadre ricche di ottime individualità, delle quali sentiremo certamente parlare anche nella categoria Juniores, giocano a viso aperto e a ritmo sostenuto, ponendo la dovuta attenzione in fase difensiva, certo ma non facendo mai scadere la qualità né in fase d'impostazione, né in quella di finalizzazione. Per Fraccone e Ferro il primo comandamento è divertirsi e far divertire le persone venute al campo, nella speranza di trascorrere un'ora e mezzo sul filo delle emozioni. Ne è la prova l'atteggiamento tattico con il quale entrambe le squadre interpretano una sfida tanto delicata. Nonostante ci si giochi l'accesso alle semifinali, le duellanti si fronteggiano senza timori reverenziali, consapevoli delle proprie qualità e di possedere le armi giuste per mettere al tappeto l'avversario. Dopo aver faticato a entrare in partita nelle primissime battute di gioco, la Cattolica mette in bella evidenza le proprie qualità in fase di spinta. I piedi raffinati di capitan Mugnaini rappresentano il fulcro di ogni manovra sammichelina, nella quale l'inesauribile De Sa, grazie alle prepotenti discese sulla destra, supporta Crini. Lo stesso Crini e Fossi assistono poi in maniera propositiva bomber Andres, ora appoggiandone le avanzate, ora andando loro stessi alla conclusione. Sulla sinistra agisce invece il robusto Narduzzi, magari è meno appariscente in fase conclusiva ma che fa un gran lavoro di raccordo fra l'attacco e i due mediani Mugnaini e Zini. La Sestese ha un miglior approccio con la partita, e spesso, in virtù del gran pressing messo in opera dai centrocampisti, costringe gli avversari ad arretrare nella trequarti difensiva. Decisivo, in questo contesto, è il lavoro svolto dalla coppia Stasi-Durgoni, che tenendo sempre piuttosto alto il baricentro del gioco consentono all'intraprendente trequartista PalminiSantiago di far correre il pallone verso l'attacco, che miscela sapientemente la fisicità di Pacini, il senso di Notari per il piazzamento e i guizzi di Pancella, la sua velocità e il suo talento nei dribbling. Due squadre tanto variegati nelle soluzioni offensive non possono che mettere in evidenza la solidità e l'abilità delle difese in fase di rottura. Così, se da una parte risultano interessanti e appassionanti i duelli che vedono protagonisti De Sa e Pancella sul fronte sinistro dell'attacco sestese e Pacini opposto al figlio d'arte Ruben Peccini sulla destra, dall'altra parte del terreno di gioco si fronteggiano ad armi pari anche Andres, Crini e Fossi in prima linea e il quadrilatero formato dagli esterni Minniti e Bassetti e dai centrali Riboli e Musa, sempre attenti nel sorvegliare con perizia la trincea costruita a presidio dei pali difesi da Giorgetti. In avvio di partita soffrono, invece, Manuel Lazzerini e Zangarelli, i due centrali difensivi sammichelini. La partenza al fulmicotone della Sestese rischia infatti di rimanere impressa a caratteri cubitali nel Guinness dei primati. La Sestese impiega solo una ventina di secondi per passare da zero a cento. Santiago Palmini trova un varco sulla destra, ci si incunea e giunto al limite dell'area di rigore taglia dentro un preciso traversone: lo calamita Pacini, che prova a incrociare il rasoterra diagonale da posizione favorevole e sulla propria strada trova la sontuosa opposizione di Bracci, in tuffo sulla propria sinistra. Se il tentativo di decollo sestese è da record, il successivo volo sammichelino è addirittura leggendario. Scocca sul cronometro il sesto minuto quando Tiago De Sa imbocca a tutta velocità la corsia di destra e giunto al limite dell'area di rigore fa filtrare il pallone. Pur trovandosi in posizione di sparo, Crini allarga intelligentemente verso il centro dove nel frattempo sta sopraggiungendo Andres, che aggancia e traduce alle spalle di Giorgetti un comodo rigore in movimento. Quattro minuti più tardi, il rigore la Sestese se lo procaccia direttamente dal dischetto degli undici metri. Pancella sguscia in area e Zangarelli, nel tentativo di portargli via il pallone in tackle scivolato, lo abbatte inducendo il bravo Pietrini (condotta più che sufficiente, ha diretto con buona autorevolezza un super classico sempre molto delicato e di difficile interpretazione) a sanzionare un'irregolarità evidente. Sul dischetto si presenta un autentico specialista, Niccolò Minniti, che sfruttando una rincorsa lunga e particolare spiazza Bracci e riporta la situazione in parità. Una sfida che in campionato è stata risolta da due reti, una all'andata e una al ritorno, ne vede adesso realizzate altrettante in soli dieci minuti. L'equilibrio ritrovato sembra non volersi più spezzare: anche se le due squadre continuano a interpretare il match a gran ritmo, nella fase centrale del primo tempo sono le difese ad avere la meglio sugli attacchi. È a sette minuti dall'intervallo che Mugnaini sale in cattedra e dà al pomeriggio il secondo scossone decisivo. Al 38' è lui a tagliare direttamente verso la porta una punizione dalla sinistra, con la quale costringe Giorgetti alla deviazione oltre la traversa. Pochi secondi più tardi un'altra traiettoria da sinistra, stavolta con pallone in movimento, disegnata ancora da Mugnaini, mette sulla testa del ben appostato Andres un cioccolatino che è impossibile non spedire in rete da due passi. La prima frazione si conclude, fra il 43' e il 44', col classico botta e risposta. Prima è Santiago Palmini a impegnare Bracci con una conclusione dalla distanza in posizione centrale: Bracci risponde con sicurezza inchiodando il pallone in tuffo. Poi è Fossi, sugli sviluppi di un corner che dalla bandiera di sinistra Mugnaini taglia verso il secondo palo, a tentare la girata in spaccata da due passi, senza però centrare lo specchio della porta. In avvio di ripresa la Sestese, costretta a rimontare, ripropone il medesimo copione che nel primo tempo l'aveva portata ad un passo dal vantaggio. Adesso, ad accendersi, è il talento cristallino di Pancella, che dopo appena un minuto e mezzo, dopo essersi liberato nello stretto con un dribbling elegante, incrocia a rete una rasoiata dalla sinistra: il pallone sibila a lato dopo aver accarezzato il montante sinistro della porta difesa da Bracci. Al 50' ancora lo scatenato Pancella fa il diavolo a quattro nel cuore della difesa locale fornendo poi a un compagno un pallone che rimesso al centro, è toccato con la mano da un difensore. Anche stavolta Pietrini vede e provvede. Calcio di rigore in favore della Sestese, e la scena si ripete: dopo la lunga rincorsa di Minniti il pallone scuote la rete alle spalle di Bracci. È il 2-2. Da questo momento in poi, le due squadre ripropongono il medesimo canovaccio che ha caratterizzato il primo tempo: i ventidue protagonisti si annullano a vicenda e, fra l'81' e l'82', danno vita a un nuovo reciproco scambio di cortesie. Al colpo di testa indirizzato fuori da Andres, innescato dalla consueta precisa parabola disegnata su punizione dal piedino magico di Mugnaini, risponde il subentrato Iuliucci, che dai sedici metri spara oltre la traversa. I minuti scorrono inesorabili e alle porte del San Michele bussa con sempre maggior insistenza lo spettro dei tiri di rigore. Al 95' ci riprova, senza fortuna, ancora Andres, ma ormai non c'è più tempo. Il fischio di Pietrini fuga ogni dubbio: la semifinalista sarà decisa dalla roulette russa. Anche in questo caso, però, il sottile ma robustissimo filo dell'equilibrio, lungo il quale hanno camminato le due squadre per novanta minuti, non vuol saperne di spezzarsi. La prima canonica serie dei cinque tiri dal dischetto termina infatti sul 4-4. Bracci ipnotizza Riboli in occasione del secondo penalty rossoblù, ben più pesante è l'errore commesso in occasione dell'ultimo decisivo rigore sammichelino da uno dei migliori in campo, Manuel Mugnaini, che indirizzando il pallone oltre la traversa manda la serie a oltranza. I successivi tiratori dimostrano grande freddezza e così, sull'aggregato di 9-9, sono i due portieri a salire in cattedra. Bracci murare il tentativo di Bassetti, Giorgetti compie il miracolo neutralizzando a Zini il secondo match point e mantenendo la Sestese in linea di galleggiamento. Il ruolo di eroe però tocca all'altro portiere, Tiziano Bracci, bravissimo prima nell'intuire e respingere in tuffo la battuta tutt'altro che impeccabile di Pancella, poi a incenerire Giorgetti e a far esplodere la festa in casa virtussina. Al termine di una partita infinita e vissuta al cardiopalma, la Cattolica riesce a prendersi la rivincita volando in semifinale. L'essenza di una partita al termine della quale entrambe le squadre avrebbero meritato il passaggio del turno sta tutta nell'abbraccio e nei complimenti che i tecnici si scambiano prima dell'esecuzione dei tiri di rigore. «Comunque vada» si dicono entrambi «complimenti. Hai una bella squadra con la quale hai fatto un ottimo lavoro». Questa è la dura legge dello sport. Ma anche se alla fine uno vince e l'altro perde, mai devono venir meno il reciproco rispetto, una stretta di mano ed i complimenti al più forte e anche allo sconfitto. I due Marco, Fraccone e Ferro, assieme a tutti i loro ragazzi, ci hanno ricordato una lezione che troppo spesso tendiamo a non tenere a mente. Calciatoripiù: Bracci, De Sa, Mugnaini, Crini, Andres e Fossi (Cattolica Virtus), Minniti, Musa, Pancella, Durgoni, Palmini e Pacini (Sestese).
Nico Morali
Commento di : calciopiu
Vendetta, vendetta completa, vendetta ai rigori, vendetta a oltranza: la Cattolica Virtus vince dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, ed estromette la Sestese dal Torneo regionale. La memoria non può che tornare allo scorso 26 aprile, quando in pieno recupero Riboli decise il return match e ufficializzò il possesso del secondo gradino dell'élite regionale. Allora i sentimenti che accompagnarono negli spogliatoi Cattolica e Sestese erano a dir poco contrastanti. In quello giallorosso, nonostante il bilancio stagionale fosse più che positivo, si respirava una comprensibile amarezza: per la seconda volta in stagione, gli avversari si erano rivelati la loro autentica bestia nera. Trasudava, invece, soddisfazione quello rossoblù: la Sestese era nuovamente riuscita a giocare un brutto scherzo agli avversari soffiando loro, proprio sul filo di lana, una prestigiosa seppur platonica medaglia d'argento. La coppa concede alla Cattolica la terza opportunità, con allegata bella rivincita. Neppure le bizzarrie meteorologiche di un maggio che fa concorrenza al più cupo autunno riescono a scoraggiare i tanti appassionati e addetti ai lavori che gremiscono la tribuna. Due squadre ricche di ottime individualità, delle quali sentiremo certamente parlare anche nella categoria Juniores, giocano a viso aperto e a ritmo sostenuto, ponendo la dovuta attenzione in fase difensiva, certo ma non facendo mai scadere la qualità né in fase d'impostazione, né in quella di finalizzazione. Per Fraccone e Ferro il primo comandamento è divertirsi e far divertire le persone venute al campo, nella speranza di trascorrere un'ora e mezzo sul filo delle emozioni. Ne è la prova l'atteggiamento tattico con il quale entrambe le squadre interpretano una sfida tanto delicata. Nonostante ci si giochi l'accesso alle semifinali, le duellanti si fronteggiano senza timori reverenziali, consapevoli delle proprie qualità e di possedere le armi giuste per mettere al tappeto l'avversario. Dopo aver faticato a entrare in partita nelle primissime battute di gioco, la Cattolica mette in bella evidenza le proprie qualità in fase di spinta. I piedi raffinati di capitan Mugnaini rappresentano il fulcro di ogni manovra sammichelina, nella quale l'inesauribile De Sa, grazie alle prepotenti discese sulla destra, supporta Crini. Lo stesso Crini e Fossi assistono poi in maniera propositiva bomber Andres, ora appoggiandone le avanzate, ora andando loro stessi alla conclusione. Sulla sinistra agisce invece il robusto Narduzzi, magari è meno appariscente in fase conclusiva ma che fa un gran lavoro di raccordo fra l'attacco e i due mediani Mugnaini e Zini. La Sestese ha un miglior approccio con la partita, e spesso, in virtù del gran pressing messo in opera dai centrocampisti, costringe gli avversari ad arretrare nella trequarti difensiva. Decisivo, in questo contesto, è il lavoro svolto dalla coppia Stasi-Durgoni, che tenendo sempre piuttosto alto il baricentro del gioco consentono all'intraprendente trequartista PalminiSantiago di far correre il pallone verso l'attacco, che miscela sapientemente la fisicità di Pacini, il senso di Notari per il piazzamento e i guizzi di Pancella, la sua velocità e il suo talento nei dribbling. Due squadre tanto variegati nelle soluzioni offensive non possono che mettere in evidenza la solidità e l'abilità delle difese in fase di rottura. Così, se da una parte risultano interessanti e appassionanti i duelli che vedono protagonisti De Sa e Pancella sul fronte sinistro dell'attacco sestese e Pacini opposto al figlio d'arte Ruben Peccini sulla destra, dall'altra parte del terreno di gioco si fronteggiano ad armi pari anche Andres, Crini e Fossi in prima linea e il quadrilatero formato dagli esterni Minniti e Bassetti e dai centrali Riboli e Musa, sempre attenti nel sorvegliare con perizia la trincea costruita a presidio dei pali difesi da Giorgetti. In avvio di partita soffrono, invece, Manuel Lazzerini e Zangarelli, i due centrali difensivi sammichelini. La partenza al fulmicotone della Sestese rischia infatti di rimanere impressa a caratteri cubitali nel Guinness dei primati. La Sestese impiega solo una ventina di secondi per passare da zero a cento. Santiago Palmini trova un varco sulla destra, ci si incunea e giunto al limite dell'area di rigore taglia dentro un preciso traversone: lo calamita Pacini, che prova a incrociare il rasoterra diagonale da posizione favorevole e sulla propria strada trova la sontuosa opposizione di Bracci, in tuffo sulla propria sinistra. Se il tentativo di decollo sestese è da record, il successivo volo sammichelino è addirittura leggendario. Scocca sul cronometro il sesto minuto quando Tiago De Sa imbocca a tutta velocità la corsia di destra e giunto al limite dell'area di rigore fa filtrare il pallone. Pur trovandosi in posizione di sparo, Crini allarga intelligentemente verso il centro dove nel frattempo sta sopraggiungendo Andres, che aggancia e traduce alle spalle di Giorgetti un comodo rigore in movimento. Quattro minuti più tardi, il rigore la Sestese se lo procaccia direttamente dal dischetto degli undici metri. Pancella sguscia in area e Zangarelli, nel tentativo di portargli via il pallone in tackle scivolato, lo abbatte inducendo il bravo Pietrini (condotta più che sufficiente, ha diretto con buona autorevolezza un super classico sempre molto delicato e di difficile interpretazione) a sanzionare un'irregolarità evidente. Sul dischetto si presenta un autentico specialista, Niccolò Minniti, che sfruttando una rincorsa lunga e particolare spiazza Bracci e riporta la situazione in parità. Una sfida che in campionato è stata risolta da due reti, una all'andata e una al ritorno, ne vede adesso realizzate altrettante in soli dieci minuti. L'equilibrio ritrovato sembra non volersi più spezzare: anche se le due squadre continuano a interpretare il match a gran ritmo, nella fase centrale del primo tempo sono le difese ad avere la meglio sugli attacchi. È a sette minuti dall'intervallo che Mugnaini sale in cattedra e dà al pomeriggio il secondo scossone decisivo. Al 38' è lui a tagliare direttamente verso la porta una punizione dalla sinistra, con la quale costringe Giorgetti alla deviazione oltre la traversa. Pochi secondi più tardi un'altra traiettoria da sinistra, stavolta con pallone in movimento, disegnata ancora da Mugnaini, mette sulla testa del ben appostato Andres un cioccolatino che è impossibile non spedire in rete da due passi. La prima frazione si conclude, fra il 43' e il 44', col classico botta e risposta. Prima è Santiago Palmini a impegnare Bracci con una conclusione dalla distanza in posizione centrale: Bracci risponde con sicurezza inchiodando il pallone in tuffo. Poi è Fossi, sugli sviluppi di un corner che dalla bandiera di sinistra Mugnaini taglia verso il secondo palo, a tentare la girata in spaccata da due passi, senza però centrare lo specchio della porta. In avvio di ripresa la Sestese, costretta a rimontare, ripropone il medesimo copione che nel primo tempo l'aveva portata ad un passo dal vantaggio. Adesso, ad accendersi, è il talento cristallino di Pancella, che dopo appena un minuto e mezzo, dopo essersi liberato nello stretto con un dribbling elegante, incrocia a rete una rasoiata dalla sinistra: il pallone sibila a lato dopo aver accarezzato il montante sinistro della porta difesa da Bracci. Al 50' ancora lo scatenato Pancella fa il diavolo a quattro nel cuore della difesa locale fornendo poi a un compagno un pallone che rimesso al centro, è toccato con la mano da un difensore. Anche stavolta Pietrini vede e provvede. Calcio di rigore in favore della Sestese, e la scena si ripete: dopo la lunga rincorsa di Minniti il pallone scuote la rete alle spalle di Bracci. È il 2-2. Da questo momento in poi, le due squadre ripropongono il medesimo canovaccio che ha caratterizzato il primo tempo: i ventidue protagonisti si annullano a vicenda e, fra l'81' e l'82', danno vita a un nuovo reciproco scambio di cortesie. Al colpo di testa indirizzato fuori da Andres, innescato dalla consueta precisa parabola disegnata su punizione dal piedino magico di Mugnaini, risponde il subentrato Iuliucci, che dai sedici metri spara oltre la traversa. I minuti scorrono inesorabili e alle porte del San Michele bussa con sempre maggior insistenza lo spettro dei tiri di rigore. Al 95' ci riprova, senza fortuna, ancora Andres, ma ormai non c'è più tempo. Il fischio di Pietrini fuga ogni dubbio: la semifinalista sarà decisa dalla roulette russa. Anche in questo caso, però, il sottile ma robustissimo filo dell'equilibrio, lungo il quale hanno camminato le due squadre per novanta minuti, non vuol saperne di spezzarsi. La prima canonica serie dei cinque tiri dal dischetto termina infatti sul 4-4. Bracci ipnotizza Riboli in occasione del secondo penalty rossoblù, ben più pesante è l'errore commesso in occasione dell'ultimo decisivo rigore sammichelino da uno dei migliori in campo, Manuel Mugnaini, che indirizzando il pallone oltre la traversa manda la serie a oltranza. I successivi tiratori dimostrano grande freddezza e così, sull'aggregato di 9-9, sono i due portieri a salire in cattedra. Bracci murare il tentativo di Bassetti, Giorgetti compie il miracolo neutralizzando a Zini il secondo match point e mantenendo la Sestese in linea di galleggiamento. Il ruolo di eroe però tocca all'altro portiere, Tiziano Bracci, bravissimo prima nell'intuire e respingere in tuffo la battuta tutt'altro che impeccabile di Pancella, poi a incenerire Giorgetti e a far esplodere la festa in casa virtussina. Al termine di una partita infinita e vissuta al cardiopalma, la Cattolica riesce a prendersi la rivincita volando in semifinale. L'essenza di una partita al termine della quale entrambe le squadre avrebbero meritato il passaggio del turno sta tutta nell'abbraccio e nei complimenti che i tecnici si scambiano prima dell'esecuzione dei tiri di rigore. «Comunque vada» si dicono entrambi «complimenti. Hai una bella squadra con la quale hai fatto un ottimo lavoro». Questa è la dura legge dello sport. Ma anche se alla fine uno vince e l'altro perde, mai devono venir meno il reciproco rispetto, una stretta di mano ed i complimenti al più forte e anche allo sconfitto. I due Marco, Fraccone e Ferro, assieme a tutti i loro ragazzi, ci hanno ricordato una lezione che troppo spesso tendiamo a non tenere a mente.
Commento di : calciopiu