Flachi
Flachi
Manetti
RETI: Flachi, Flachi, Manetti
ANTELLA: Marsili, Martuscelli, Carrai, Vagaggini, Scopelliti, Cantini, Colzi, Virdis, Bonaccorsi, Tommasini, Burli. A disp.: Chiacchieroni, Saccutelli, Piazzini, Fornari, Gashi. All.: Iuri Bigioli.
CASALGUIDI: Merci, Bruni, Bracali, Macchia, Zadrima, Oblika, Muraca, Liberatore, Ani, Bardini, Antici. A disp.: Paolucci, Cioni, Traversari, Iannà, Vettori, Novi, Maccioni, Bechi. All.: Marco Iori.
ARBITRO:Matteo Nuti di Prato.
RETE: 70' Bonaccorsi.
Occorre ricorrere alla lotteria dei tiri di rigore per dirimere la qualificazione in sospeso tra Antella e Casalguidi: al termine di una gara intensa, combattuta e giocata su ritmi alti per tutti i 90 minuti, infatti, la rete di Bonaccorsi eguaglia il successo dell'andata dei pistoiesi, che poi esultano dagli undici metri. Sette giorni prima il primo round si era infatti concluso con il successo del Casalguidi per 1-0, l'Antella era quindi chiamata a ribaltare il risultato davanti al proprio pubblico e parte infatti con grande aggressività, prendendo subito in mano il pallino del gioco. Il Casalguidi, dal canto suo, interpreta la partita con ordine e attenzione, puntando in primis a difendere il vantaggio accumulato nei primi 90' della doppia sfida e a spegnere le iniziative avversarie. La gara resta a lungo bloccata, risultando fisica e molto combattuta in mezzo al campo, con poche vere occasioni da una parte e dall'altra. L'Antella prova a spingere con più continuità, ma deve attendere il secondo tempo per trovare la giocata giusta. Il gol che riapre il discorso qualificazione arriva al 25' della ripresa grazie a Bonaccorsi, bravo a finalizzare un'azione d'attacco dei suoi regalando entusiasmo e spinta ai padroni di casa fino al termine dei tempi regolamentari. Il punteggio però non cambia ulteriormente e si va quindi ai tiri di rigore. Dal dischetto, però, il Casalguidi si dimostra più lucido e preciso; gli errori pesano invece sull'Antella, che fallisce tre conclusioni dagli undici metri. Per gli ospiti vanno a segno Liberatore, Antici e Iannà, che realizza il penalty decisivo e chiude la serie. Il Casalguidi conquista così il passaggio del turno, al termine di una doppia sfida equilibrata e decisasi sul filo del rasoio. L'Antella, protagonista di una prestazione generosa, stacca comunque il pass per i quarti: è infatti una delle migliori seconde.
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SIGNA: Borchi, Rossi, Moretti, Zanobetti, Michelagnoli, Nencini, Mini, Manetti, Badii, Daddi, Flachi. A disp.: Biagiotti, Lotti, Coppola, Gianassi, Dobrovoda, Balducci, De Luca, Lombardi. All.: Federico Ruini.
INVICTASAURO: Ricchi, Percivalle, Murineddu, Minucci, Melone, Galli, Colella, De Chiara, Picchianti, Pieri, Castellano. A disp.: Gaudio, Napolitano, Pascolini, Canu, Sabbatini, Temperani. All.: Federico Angelini.
ARBITRO: Fedi di Pistoia.
RETI: 7' Manetti, 57', 79' rig. Flachi.
Mai come in questa occasione, il prato verde dello stadio Del Bisenzio di Signa è stata la degna rappresentazione di quel teatro dei sogni nel quale erano chiamate ad esibirsi due solide realtà del calcio giovanile toscano, laureate in gestione della coppa e specializzatesi poi nel raggiungerne le semifinali. A dire il vero, almeno nella circostanza, i canarini padroni di casa affrontano questo ennesimo e impegnativo esame di fine stagione con una media voto leggermente superiore. Il Signa, infatti, il gusto (amaro, vista la sconfitta di stretta misura patita per mano dell'Antella) della finale lo ha già assaporato e visto che -come si suol dire- l'appetito vien mangiando, perché non provare a combinare il secondo appuntamento a distanza di un anno? Non meno prestigioso è però il curriculum che portano orgogliosamente sotto al braccio l'InvictaSauro guidato da Federico Angelini. C'era sempre lui, sulla panchina maremmana, nella stagione 2023/2024, quella (tanto per capirsi) al termine della quale la Lastrigiana di Davide Guasti riuscì ad appuntarsi sul petto lo Scudetto dei campioni d'Italia. E forse, non a caso, fu proprio in quel sabato 8 giugno 2024 che mentre sul sintetico del Gino Bozzi i biancorossi della Lastra trionfavano superando gli abruzzesi del Renato Curi Angolana, a qualche chilometro di distanza e su un altro sintetico, quello del Vincenzo Lapenta, i rossoblu maremmani venivano superati per 2-0 (perdendo sia andata che ritorno) da quell'Affrico delle meraviglie targato Max Benfari, che poi avrebbe vinto quell'edizione della Coppa Regionale regolando in finale il combattivo e ben attrezzato Foiano. Corsi, ricorsi storici ed accattivanti statistiche, dunque, fanno sì che sulla storica tribuna di Via dello Stadio si raduni un folto drappello di tifosi rimpolpato dalla presenza di un buon numero di sostenitori provenienti da Grosseto e dintorni che, nonostante il disagio creato da un viaggio piuttosto lungo, decidono di non far mancare ai ragazzi il loro appoggio. Pur rappresentando metaforicamente il cosiddetto dodicesimo uomo in campo, i rosso blu sono costretti a contenere la partenza sprint di un Signa garibaldino sin dai primissimi giri di lancette; i gialloblù vanno forti nell'atteggiamento ma anche atleticamente e tatticamente. Corroborati dagli innesti di Manetti a centrocampo e del figlio d'arte Tommaso Flachi in attacco, i canarini volano sulle ali proprio grazie all'attaccante di scuola Sestese, piazzato a sinistra, e a Mini che imperversa sul fronte opposto sempre ben supportato da Rossi. Gli inserimenti in mediana di Daddi e Manetti, confortati dai profondi e precisi rilanci dalle retrovie sempre ben calibrati da Zanobetti, completano un'architettura ricca di qualità sia in fase di palleggio che d'impostazione, ma anche di solidità ed aggressività nell'operare un pressing asfissiante che non solo favorisce gli inserimenti dei centrocampisti ma aumenta esponenzialmente anche la pericolosità, negli ultimi sedici metri, del centrattacco Badii. La linea difensiva grossetana, sostenuta da un infaticabile Minucci, fa quel che può nel tentativo di arginare la straripante voglia di vincere canarina. Sono però i ragazzi di Ruini a mostrare i muscoli e gli occhi della tigre ma, cosa ancor più importante ai fini del gioco, a riempire di appunti il taccuino del cronista. Ai gialloblù bastano appena due minuti per imbastire una splendida manovra che passa per i piedi di quasi tutti i mediani in maglia bianca e libera la corsa di Flachi a cui però, stavolta, viene meno l'acuto vincente. Dopo essersi incuneato in area dalla sinistra, l'undici canarino mira alla figura di Ricchi, centrandolo in pieno da due passi e concedendogli una deviazione in angolo di puro istinto. Pochi secondi più tardi l'estremo maremmano si ripete frenando la battuta a rete dalla destra proposta da Mini e un paio di minuti più tardi, sugli sviluppi di un corner dalla destra battuto corto per Rossi e riproposto verso il centro dell'area dallo stesso numero due signese, l'incornata di Badii lo grazia sfilando di poco fuori alla sua destra. Va da sé che al culmine di un avvio tanto arrembante, il gol canarino sia una questione solo rimandata. Al 7' lo splendido suggerimento profondo da sinistra di Moretti, dopo aver scavalcato la linea difensiva maremmana, libera la corsa di Manetti che dopo aver controllato abilmente la sfera va via in contropiede, entra in area e completa l'opera fulminando l'incolpevole Ricchi con un preciso tocco rasoterra. Nonostante siano trascorsi meno di dieci minuti di gioco, il repentino vantaggio gialloblù sembra poter apporre la ceralacca sull'andamento del match. I ragazzi di Ruini hanno sempre la meglio in fase di contenimento e, nonostante il trio d'attacco maremmano formato dagli esterni Pieri e Colella e dalla punta centrale Castellano provi a punzecchiare la retroguardia di casa tentando di alzare il baricentro del gioco, quello difensivo composto da Moretti, Nencini e Rossi, sussidiato dai frequenti ripiegamenti del mediano Michelagnoli, chiude tempestivamente spazi e linee di passaggio permettendo a Borchi di dormire sonni relativamente tranquilli. Per contro, non riuscire a chiudere i conti non garantisce di rimanere esenti da improvvisi ritorni di fiamma e così, al 27', in occasione di una delle rare sortite offensive maremmane concluse con la conquista di un calcio d'angolo, va in scena il classico episodio da moviola che fa discutere ed arrabbiare i sostenitori ospiti. Sugli sviluppi della battuta dalla bandierina di sinistra scodellata nel cuore dell'area da Colella, Borchi non riesce ad intervenire sulla palla in maniera efficace. Dinanzi a lui si accende un confuso batti e ribatti e una deviazione sotto misura di Minucci è neutralizzata da Badii nei pressi della linea di porta. Per l'arbitro Fedi, che lascia proseguire il gioco, la palla non è entrata in rete. Dello stesso avviso non sono, invece, giocatori e sostenitori rossoblù. Nonostante le proteste l'arbitro è irremovibile e il Signa, scampato il pericolo, porta in dote nello spogliatoio la preziosa rete di vantaggio all'intervallo. I ragazzi di Angelini, è vero, sono in difficoltà ma ciò che è accaduto nel primo tempo dimostra che come affermava il dottor Frankenstein in un noto ed esilarante film del maestro Mel Brooks, la rimonta: Si può fare! . Il coraggio che spinge avanti i grossetani nei primi minuti del secondo tempo ne è la prova tangibile. Adesso sono gli ospiti a fare ciò che nel primo tempo era riuscito bene ai padroni di casa ed è sul foglio di quaderno a loro dedicato che stavolta restano vergate alcune occasioni. Al 47' la puntata offensiva sulla destra da parte di Pieri costringe Borchi ad una trafelata deviazione in angolo. Ci provano poi Melone, sugli sviluppi di un corner (battuta dal limite ampiamente fuori alla destra di Borchi) e Colella, direttamente su punizione dal limite (palla che prende la via dei cieli sorvolando la porta canarina). L'illusione che il vento possa cambiare direzione, però, si affievolisce proprio dopo questo ultimo tentativo. Il risveglio gialloblù è implacabile. Il Signa riprende in mano il pallino del gioco ed è il suo monologo a descrivere attraverso gol, efficaci trame ed insidiose conclusioni a rete, l'andamento della restante fetta di secondo tempo. Al 56' Ricchi è bravissimo a disinnescare in angolo la velenosa rasoiata di Flachi. Nulla però può fare, pochi secondi più tardi, quando lo stesso numero undici di casa, piombato a rimorchio su un preciso traversone basso dalla sinistra di Manetti, gira in rete da due passi il pallone che vale il raddoppio gialloblù. Al 60' il pericolo arriva da destra con Mini che taglia dentro un suggerimento girato a rete da Badii e salvato, seppur goffamente, da un reattivo Ricchi. Al Signa, in questo frangente, viene anche annullato un gol per fuorigioco, un episodio un po' sfortunato che non ne affievolisce la spinta offensiva. Al 66', sugli sviluppi di una punizione dalla destra giocata a due tocchi da Daddi e Michelagnoli, la battuta a spiovere direttamente a rete che ne consegue costringe Ricchi a recuperare la posizione fra i pali ed alzarne la traiettoria oltre la traversa. Ha dell'incredibile poi ciò che accade tre minuti più tardi quando sugli sviluppi di una profonda verticalizzazione non letta a dovere dalla retroguardia maremmana, sui piedi del subentrato De Luca capita la più classica delle grandi occasioni. L'attaccante canarino però, inciampando maldestramente sulla sfera, cade faccia avanti non riuscendo a concludere a rete. Il terzo sigillo canarino è nell'aria e puntuale si materializza al 79' quando altri due subentrati, Coppola e Napolitano, sono protagonisti dell'azione che permette al Signa di andare sul dischetto. Il numero quattordici di casa punta l'area di rigore passando da destra, vi entra e viene affrontato dal numero cinque ospite che lo mette giù. Netto è il fallo ed inevitabile, da parte dell'arbitro Fedi, la concessione del penalty che Flachi realizza con freddezza piazzando la sfera alle spalle di Ricchi. Al triplice fischio finale, è festa grande in casa Signa. Con qualità, merito e il giusto atteggiamento, la squadra di Ruini spiana il sentiero che la condurrà, giovedì sera, sul sintetico del Gino Bozzi . Ed è a questo punto che la domanda sorge spontanea. Riusciranno i canarini ad esorcizzare la maledizione che li vede sempre sconfitti in occasione delle finali disputate alle Due Strade? Negli ultimi tre anni, infatti, sono ben tre gli appuntamenti con la storia clamorosamente mancati dal sodalizio guidato dal presidente Andrea Ballerini. Della finale di Coppa Toscana perduta lo scorso anno dai ragazzi di mister Guidotti, abbiamo già accennato. Gridano però vendetta anche la finale regionale perduta in questa stagione dagli Under 18 contro i pratesi della Querce e quella valevole per l'aggiudicazione della fase regionale della Coppa Italia di Eccellenza persa di misura il 25 gennaio 2023 dalla Prima Squadra guidata all'epoca da Stefano Scardlgli contro il Certaldo di Alberto Ranerini e del ds Marco Manganiello. Fra due giorni, a contendere il trofeo ai canarini, ci sarà la Lucchese. Una sfida che profuma di leggenda e di quel calcio pionieristico che negli anni '30 del secolo scorso vedeva il Signa grande protagonista. Era il 4 dicembre del 1932 e si giocava l'ottava giornata d'andata del campionato di Prima Divisione. Fu proprio in quella data che gialloblù e rossoneri incrociarono per la prima volta i tacchetti. Si giocava al Bisenzio e di fronte alla Lucchese c'era il Signa del grande capitano (peraltro, lastrigiano di nascita) Augusto Mazzoni, del bomber Michelagnoli IV e dell'eclettico regista offensivo Manlio Scaramagli. Fu però un altro attaccante, Chiti, a realizzare la doppietta che permise ai signesi di aggiudicarsi la sfida per 2-1. La speranza, sulla sponda gialloblù dell'Arno, è che la scena possa ripetersi, soffiando via malocchi e superstizioni. Non riesce invece a scacciar via i propri demoni Federico Angelini che si ferma ancora una volta a pochi chilometri da Via Stefano Borgonovo. Dal suo InvictaSauro ci saremmo aspettati qualcosa in più. Pur soffrendo, i rossoblù sono parsi più concreti e solidi in fase di contenimento. Non pervenuti o quasi, invece, in quella conclusiva; ne è la riprova la prestazione dell'estremo difensore signese Borchi che ha ricoperto con successo il ruolo dello spettatore non pagante godendosi il sole.
Nico Morali
Commento di : calciopiu