• Primavera 1
  • 2026-05-30 16.30.00
  • EMPOLI
    Chico
  • 2 - 0 2026-05-30 16.30.00
  • GENOA
    Kri Bi Koffi

Commento


ARBITRO:
RETI: Chico, Kri Bi Koffi,


EMPOLI: Puccioni (66' Lombardo), Zega (66' Di Natale), Atzeni (57' Muharremi), Cattin, Testi (41' Fanucchi), Falconi, Kri Bi (66' Diusse), Dalla Bona (57' Franchi), Chico (66' Ekani), Menicagli (48' Allochis), Merlin (48' Princeton). All.: Alessio Gambirasio.
GENOA: Bondone, Machi (60' Amaro), Curella, Fedorchuk, Serpico (66' Ferroni), D'Aiello, Zambon, Shetsov (45' Tilli), Daneri, Vargiu, Trinceri. A disp.: Gulisano, Fabbri, Cai, Morelli, De Ferrari. All.: Alessandro Maroni.
ARBITRO: Stanzani di Bologna, coad. da Palma e Soverini.
RETI: 2' Chico, 50' Kri Bi.
Man mano che la temperatura sale, la fucina in cui l'Empoli forgia il metallo di cui è composto si perfeziona sempre più, diventando una squadra capace di ridefinire il concetto di crescita all'interno di una stagione sportiva. Solo un sapiente lavoro sui propri difetti e limiti, svolto a testa bassa, con idee e principi giusti abbinati a spirito di sacrificio, consente infatti ai ragazzi di Alessio Gambirasio di festeggiare l'ingresso nelle prime quattro formazioni d'Italia della propria categoria. La sapienza dei pastori indicava nel mese che si è concluso nelle scorse ore, maggio, quello ideale in cui tirare le fila dell'annata, e l'analogia tiene se declinata alla voce del calcio e si applica alla perfezione nel caso degli azzurri, partiti in sordina e da lontano nel roster delle finaliste per la volata scudetto; riletta col senno del poi, la sbandata di Cagliari era dovuta solo alla necessità di regolare la pressione del piede sul pedale del gas, perché da lì in poi, dal ritorno contro i sardi e passando per il blitz di Genova fino ad arrivare all'ultimo successo in ordine di tempo, ottenuto quasi in surplace a Petroio è un crescendo che, al netto di come si concluderà, avrà posto basi entusiasmanti per il prossimo biennio Allievi del gruppo 2011. Che sembrava partire un pelino indietro rispetto alle annate superiori, e che invece si sta scoprendo squadra con l'iniziale maiuscola, anzitutto nella coesione all'interno dello spogliatoio. Emblematica, in tal senso, la carica corale che capitan Cattin e compagni si trasmettono prima e dopo il return-match contro il Genoa: negli istanti che precedono il fischio d'avvio, per darsi la carica e tenere alta l'attenzione - vietato com'è adagiarsi sugli allori dopo il due a zero dell'andata -, in quelli che seguono il triplice fischio per celebrare un altro grande risultato e puntare subito al prossimo obiettivo, la semifinale contro l'Inter. Se concedersi un po' di quasi fisiologico rilassamento dopo il successo di Genova e cadere nella trappola di un pomeriggio caldo ma non torrido come si temeva era il principale timore di mister Gambirasio, il tecnico impiega appena centoventi secondi per toccare con mano quanto lui e i suoi ragazzi abbiano preparato al meglio anche questa sfida; di contro, sulla panchina del Genoa, Alessandro Maroni vede svanire subito almeno tre quarti degli scenari ideali che si era immaginato alla vigilia. L'orologio compie due giri completi di lancetta e il taccuino annota il primo dato di rilievo della gara, che coincide con il pesantissimo gol del vantaggio-lampo empolese: il triangolo veloce innescato sulla destra da Cattin, Merlin e Kri Bi apre subito lo schieramento difensivo ligure, Kri Bi guadagna il fondo e serve un cross tagliatissimo in area; una volta messi alle spalle Serpico e D'Aiello con uno scatto sottoporta, per Chico è un gioco da ragazzi effettuare il tap-in che spedisce il pallone in rete da due passi. È un colpo duro, durissimo per il Genoa, per l'Empoli invece il gol che porta l'aggregato sul parziale di 3-0 in suo favore è invece un booster di fiducia ulteriore: gli azzurri coinvolgono subito tutti i propri effettivi, Menicagli è nel vivo di un gioco che rifornisce Chico e Merlin di tanti palloni grazie all'azione di Kri Bi e Dalla Bona, mentre il filtro di Testi si abbina alla grande condizione atletica e mentale di Falconi, capitan Cattin, Zega e Atzeni. Il pressing ultra-offensivo di Menicagli mette in difficoltà D'Aiello, che era ben intervenuto in un primo momento sul cross di Merlin, mentre al 6' l'imbucata di Zega, destinata a Kri Bi per vie verticali, viene intuita e sventata in extremis da Serpico. Il Genoa fatica ma riesce a spezzare il forcing iniziale degli avversari al 7', minuto in cui Puccioni esce bene in presa alta sul cross di Curezza; i rossoblù cercano di dare continuità al loro affondo offensivo e propongono un'azione elaborata sulla sinistra che coinvolge Vargiu, Shetsov e lo stesso Curezza, Falconi riesce in qualche modo a intervenire, fino a che Puccioni non raccoglie il pallone e spegne definitivamente il pericolo. L'Empoli potrebbe concedere volontariamente il pallino del gioco agli ospiti e agire in contropiede, anche perché quando lo fa, come accade all'11', D'Aiello è costretto a prendersi più di qualche rischio in area per fermare Chico, lanciato da un ottimo filtrante di Merlin; eppure i ragazzi di Gambirasio sanno di non volersi limitare a gestire la gara, ma la continuano ad aggredire, a tutto vantaggio dello spettacolo perché il Genoa deve affrettare i tempi e al 14' arriva al tiro con Trinceri, altissimo. Archiviata un'altra conclusione debole del numero undici ospite parata da Puccioni, al 19' l'Empoli si affida a due splendide giocate in sequenza da parte di Menicagli e Merlin per interrompere una fase di gioco che da alcuni minuti sorride ai liguri; l'intervento di D'Aiello ferma una potenziale chance per i locali. In campo si registrano ritmi altissimi e una temperatura elevata che impone un cooling-break a metà frazione; prima e dopo la pausa, spazio per un gran lancio di quaranta metri da parte di Trinceri, che premia la corsa di Zambon, sul quale monta una guardia ferrea l'ottimo Atzeni. Poco dopo il Genoa riesce a mettere ancora qualità nella sua manovra e cerca Daneri per la finalizzazione, Cattin è strepitoso nella scelta del tempo per la chiusura difensiva e l'azione ospite sfuma. Quella che segue, a cavallo della mezz'ora, è un frangente di gara tutto sommato ben gestito dai padroni di casa, che nonostante l'importanza della posta in palio e un avversario che sta producendo il massimo sforzo per riaprire il discorso qualificazione sono in fiducia anche grazie al margine di vantaggio conseguito, e non sprecano mai un pallone, prendendosi anche qualche rischio in fase di disimpegno ma non andando mai a scavalcare il centrocampo. L'Empoli cerca di giocare palla a terra, quindi, anche se dinanzi ha un avversario che soffrirebbe maledettamente gli strappi dei possenti avanti azzurri, e ancor più le azioni che bypassano la mediana innescando la profondità del reparto offensivo. Il finale di tempo è palpitante. Al 36' il Genoa ci prova con un calcio piazzato di Trinceri, allontanato di testa da Dalla Bona; il pallone arriva sui piedi di Zambon che con una spettacolare conclusione al volo scalda i guantoni a Puccioni. L'Empoli risponde subito dopo con una ficcante ripartenza imbastita sulla sinistra da Chico, Dalla Bona e Menicagli,il portiere Bondone si disimpegna bene sia sul primo tiro di quest'ultimo, sia sul secondo tentativo proposto da Dalla Bona. Prima dell'intervallo un brivido per l'Empoli: al 3' di recupero, Zambon conquista un interessantissimo calcio piazzato in posizione centrale, a una distanza di 25 metri; Vargiu sceglie una soluzione diretta e di pura potenza, Puccioni si salva con l'aiuto della traversa, il cui suono quasi coincide con il duplice fischio che manda le squadre al riposo sul parziale di 1-0. Al rientro in campo l'unica variazione è quella nelle file dell'Empoli che avvicenda Testi con Fanucchi, e anche a livello di dinamiche sul rettangolo verde di enormi dimensioni di Petroio non si registrano sostanziali modifiche; il Genoa prova subito a portarsi in avanti avanzando anche la linea di Machi, sul fronte opposto gli azzurri agiscono in contropiede con Chico e Merlin, ma il primo non riesce a servire coi tempi giusti il compagno per chiudere un triangolo che li avrebbe portati a tu per tu con Bondone. Poco male però, perché l'azione buona per chiudere virtualmente i conti con largo anticipo arriva poco dopo: 50', Kri Bi, fra i più frizzanti nelle file locali, dialoga nello stretto ma in corsa con Allochis, entrato benissimo in campo da pochi istanti; il pallone di ritorno proietta il numero 7 di casa in una zona di campo a lui congeniale, nonostante la distanza dalla porta di una trentina di metri infatti alza la testa, prende la mira e fulmina l'estremo difensore ospite con un destro secco all'angolino. A questo punto, saggia la scelta di mister Gambirasio di iniziare a ruotare ben nove undicesimi della sua squadra; chi ha speso tanto può rifiatare, chi fin qui ha assistito al match dalla panchina ha un'enorme voglia di mettersi in mostra, e ripaga la fiducia del mister. Allochis e Princeton ad esempio costruiscono subito un'azione pericolosissima, finalizzata da Dalla Bona che trova la parata di Bondone; lo stesso dicasi di Fanucchi, che dopo ulteriori 2' impegna nuovamente il portiere rivale. Ma ad impressionare è soprattutto la capacità e facilità di corsa di Zega, che al 61' si produce in una cavalcata di quaranta metri palla al piede che si perde sul più bello, ma lancia un chiaro segnale agli avversari su quanto sia impossibile, per loro, anche solo ipotizzare una rimonta ormai impossibile. Nonostante questo i rossoblù si fanno vedere al 73' con un'azione elaborata che si conclude con un tiro debole da parte di Vargiu, ma sull'immediato ribaltamento di fronte un Empoli padrone del gioco risponde con maggior enfasi, Diusse cerca e trova Princeton, il tramite finale è Di Natale che si vede sbarrare la strada da un intervento decisivo del numero uno ospite. In un finale che attende solo il triplice fischio per tributare all'Empoli il giusto applauso, spazio per ulteriori due spunti di cronaca, targati sempre di azzurro. Al 78' Muharremi effettua un gran cross dalla sinistra con cui serve un ottimo pallone a Princeton, il cui tocco sottomisura non incide come sperato; all'80' Allochis cerca il tris con un tiro dalla media distanza disinnescato in due tempi da Bondone. L'Empoli si regala così un altro doppio giro di giostra, stavolta alla vertiginosa altezza su cui salgono solo le semifinaliste; contro l'Inter servirà un'altra prestazione con tutte le caratteristiche che hanno reso la squadra di Gambirasio come una delle sorprese più luminose di questa stagione. Ma senza nulla da perdere e con tanta fiducia dentro di sé, gli azzurri daranno il massimo, e sarà compito della corazzata nerazzurra affrontare con le dovute cautele un avversario che cresce con il passare delle settimane.

Calciatoripiù: poche vittorie come quelle che sta raggiungendo l'Empoli in queste finali sono figlie di una sommatoria, quella fra i singoli contributi portati alla causa con il massimo dell'impegno e profitto da tutti i ragazzi mandati in campo da mister Gambirasio. Scegliendo con difficoltà alcuni singoli da premiare, spendiamo un'ulteriore sottolineatura sulla corsa e la brillantezza atletica di Kri Bi e Zega, sulla bella miscela con cui si armonizzano i muscoli di Chico e Merlin con il talento di Menicagli e Dalla Bona, infine sulla profondità di una rosa evidenziata da come entrano bene in campo i calciatori dalla panchina, su tutti Fanucchi.
Lorenzo Martinelli


Commento di : calciopiu