46' Sahbani
83' Perrino
71' Cardella rig.
SETTIGNANESE: De Fazio, Madio, Di Comun, Manfrin, Tarantoli, Giardina, Magnelli, Agostinelli, Spanu G., Sahbani, Failli. A disp.: Maruottolo, Chiummiello, Nodari, Passannanti, Perrino, Sommazzi, . All.: Petriccione Luigi
SCANDICCI: Verna, Gori B., Gjini, Hatija, Pinzani, Boldrin, Brahimaj, Gjonaj, Cardella, Brandani, Gamannossi. A disp.: Contieri, Boli, Londi, Bini, Nacci, Zani, Raimondi, Sersif, Poggiali. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Cosimo Conti di Firenze
RETI: 46' Sahbani, 71' rig. Cardella, 83' Perrino
Lo Scandicci cade, e fa rumore. Sul terreno del Ferruccio Valcareggi, dove si è svolta una partita emozionantissima il cui risultato è rimasto altalenante per lunghi tratti, torna a vincere la Settignanese, forte di una prova gagliarda: è stato decisivo lo spirito di sacrificio tutti i componenti della squadra. Dell'ottimo approccio si ha un assaggio già all'8', quando Magnelli libera Agostinelli: la rimonta della difesa smorza il tiro, che Verna neutralizza. Risponde immediatamente lo Scandicci con una splendida volée di Cardella: con una parata straordinaria De Fazio riesce a deviare in angolo. La supremazia della partita oscilla: alla leggera prevalenza territoriale dello Scandicci si contrappongono gli ottimi spunti della Settignanese, pericolosa in ripartenza in particolare con Sahbani. Lo Scandicci ci riprova al 23' con un ottimo spunto di Deliperi, che si porta in pedana e cerca l'angolo: di nuovo è prodigioso De Fazio, che si supera e con un intervento prodigioso salva lo 0-0. Lo Scandicci prova a insistere, e continua a far bene sia centrocampo (giganteggia il sempre mobile Brandani) e fino al limite dell'area di rigore avversaria, ben controllata però dalla difesa della Settignanese. Con queste premesse, anche se le due squadre si fronteggiano a viso aperto, il primo tempo, interessante ma scarno d'emozioni, non può che finire a reti inviolate. Segue una ripresa elettrizzante. Parte subito forte la Settignanese, che al 46' passa in vantaggio: segna Sahbani, sicuramente tra i migliori, che da distanza ravvicinata ribadisce in rete il pallone respinto da Verna sul primo tentativo, favorito da un'azione prolungata condita da un dribbling doppio. Lo Scandicci, scosso, si riversa in avanti cercando subito il gol del pareggio; le sostituzioni chiamate da Fanfani rendono l'architettura ancora più offensiva. Replica Petriccioni, che a mano a mano fa entrare tutti i calciatori a disposizione; e la Settignanese riesce a neutralizzare le folate offensive dello Scandicci, pericoloso con il sempre vivace Cardella (60', 66'). Il pareggio si concretizza alla mezz'ora: sugli sviluppi di un'azione sulla fascia sinistra il pallone finisce sul braccio di Tarantoli. L'arbitro fischia uno dei più classici rigori moderni, e lo specialista Cardella lo trasforma con freddezza. Da questo momento in poi lo Scandicci si riversa nella metà campo avversaria, memore di quanto successo l'anno scorso, quando fece propria la partita all'ultimo secondo del recupero. Le azioni sono insistenti, ma ben contrastate dalla difesa avversaria: si mette in luce ancora Cardella al limite dell'area, così come Sersif, che lega il centrocampo e l'attacco. Alla fine del tempo regolamentare il punteggio recita ancora 1-1; l'arbitro concede sette minuti di recupero, e succede di tutto. Chiusa in difesa con quasi tutti i propri effettivi, la Settignanese rinvia lungo un pallone al di fuori della propria area di rigore; il rilancio avvia una ripartenza ben alimentata da Spanu, il cui filtrante consente a Perrino di presentarsi davanti a Verna e di superarlo con un pallonetto favoloso. All'83' la Settignanese torna in vantaggio, ma la partita ancora non è finita: c'è bisogno di difendere ogni pallone per impedire allo Scandicci, riversatosi in avanti in forze, di pareggiare per la seconda volta. In qualche modo il 2-1 resta intatto, e porta in dote tre punti vitali per la Settignanese, che torna a coltivare ambizioni di salvezza dopo una serie di partite deludenti. Per lo Scandicci, squadra di talento elevatissimo, la sconfitta coincide con un indubbio passo indietro che però non deve compromettere le ambizioni d'alta classifica.