68' Focardi
45' Rigacci
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Salvadori (45' Nannoni), Talbi (65' Belli), Baroncelli Lancisi, Morosino, Andrei (77' Galletti), Borchi (93' Drago), Bagala (59' Nocentini), Kurti (59' Lodovisi), Pacini (59' Focardi). A disp.: Pesci, Sani . All.: Bernocchi Lorenzo
TAU CALCIO: Ricci (86' Mariotti), Romanelli (75' Guidi), Serafini, Tancredi (71' Bracaloni), Marzano, Rigacci, Moschini (71' MAtteucci), Pierucci, Giovannelli (58' Stondei), Sarnataro, Pellegrini (75' Bonelli). A disp.: Scarselli, Hussey, Goxhaj. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Leonardo D Ascoli di Arezzo
RETI: 45' Rigacci, 68' Focardi
È andata come quei matrimoni i cui preparativi sono così estenuanti che alla fine gli sposi sono stufi, così stufi da lasciarsi prima che finisca la luna di miele. Celebrata la scorsa settimana dopo due mesi d'attesa (e anche la religione aveva avuto la sua parte: testimone era stata la Cattolica), anche se è impossibile escludere un ritorno di fiamma l'unione tra il Tau Altopascio e la prima posizione è già evaporata: è evaporata perché di mezzo si sono messi in due, lo Scandicci che in rimonta strappa il pari (1-1) e il Fucecchio, che l'amata se la prende. La giornata che chiude il primo terzo di stagione (date per fatta la battuta sul tempo che passa svelto quando ci si diverte) ripristina la situazione di due settimane fa: la classifica la guida il Fucecchio con due punti di vantaggio sul Tau, che torna a rallentare dopo quattro vittorie consecutive. Lo frena una delle migliori prove stagionali dello Scandicci, che senza demeritare chiude in svantaggio il primo tempo solo perché colpito da Rigacci (gioca lui, classe 2010, centrale di difesa accanto a Marzano) all'ultima azione buona prima della pausa, e che a metà ripresa pareggia con un'azione costruita interamente dalla panchina: a favorire la stoccata di Focardi è il lancio strabiliante di Lodovisi, coinvolto dalla sponda di Nocentini sul pallone profondo di Nannoni. Dei quattro calciatori che confezionano l'1-1 nessuno era in campo al 1': non lo era Nannoni, che alla fine del primo tempo aveva rilevato Gabriele Salvadori costretto a uscire dopo uno scontro duro; e non lo era nessuno degli altri, che rivoluzionando l'attacco un minuto prima dell'ora di gioco Bernocchi aveva inserito chiamando fuori Bagalà, Filippo Pacini e Kurti. Lo Scandicci, infatti, era partito con uno schieramento leggero, senza centravanti di ruolo, nel tentativo di non dare riferimenti a Marzano e Rigacci, superlativi in marcatura sull'uomo: in questa configurazione non deve sorprendere che il primo pericolo per la porta del Tau lo crei Baroncelli Lancisi, che dopo aver avviato la corsa di Bagalà con un lancio profondo sulla sinistra si stacca dalla linea difensiva e riempie bene l'area di rigore avversaria, nella quale l'uscita di Jordan Ricci gli impedisce di ricevere il traversone di ritorno. Lo scontro fortuito tra i due, con annessi soccorsi per entrambi, costringe lo Scandicci a riprendere il gioco in inferiorità numerica, e senza uno dei due centrali difensivi (l'altro è Morosino, favoloso): prova subito ad approfittarne il Tau con lo sprint di Serafini sulla corsia sinistra, quella in zona Greve e panchine, con allegato servizio al centro per Sarnataro, che anziché azzardare il destro di prima (ha la qualità per farlo) controlla il pallone e se lo fa sottrarre da Gabriele Salvadori; tra i due compagni aveva mediato Giovannelli, il cui colpo di testa sul controtraversone di Rigacci dalla trequarti destra incendia la tribuna per un istante soltanto: per D'Ascoli (ottima direzione nel complesso, su questa fattispecie qui senz'assistenti si sa che è complicatissimo, e dunque esprimere un giudizio sarebbe ingiusto) è irregolare la posizione di partenza, non convalidabile la rete del vantaggio (9'). Dopo aver ricominciato a respirare e ritrovato la parità numerica, lo Scandicci costruisce subito un'altra azione d'attacco: stavolta la imbastisce Kurti, che vinto un contrasto con Tancredi (parte male, ma sbaglia solo questo pallone, o quasi: nei 71 minuti che Paoletti gli concede è uno dei migliori del Tau) apre a sinistra per Bagalà, il cui mancino da posizione defilata, quindici i metri dalla porta, esce alto (11'). Segue una decina di minuti nei quali all'intensità elevatissima, gran piacere per il pubblico, non s'accompagnano occasioni da rete: è il frangente in cui più s'apprezzano i duelli tra Talbi e Sarnataro (si vede pochissimo) sulla trequarti dello Scandicci e tra le coppie di mezzali Andrei-Pierucci e Borchi-Moschini, e si prende atto che il 4-3-1-2 con cui Bernocchi e Paoletti schierano le due squadre concede a entrambe, ovvio, spazio sulle fasce. Prova a sfruttarlo lo Scandicci, che torna a insidiare Jordan Ricci dopo averlo già saggiato con il destro d'Andrei sull'invito di Talbi: sul traversone di Borchi, che grazie alla combinazione tra Filippo Pacini e Bagalà era scappato sulla corsia sinistra e aveva crossato col mancino, interviene al volo Kurti, che in mezzo a tre avversari calcia in girata con lo stesso piede senza però angolare la traiettoria (26'). Il Tau replica con un'azione diversa, che sviluppa così perché può contare sulla fisicità di Giovannelli: sul lancio di Marzano è la sua sponda a cucire tra Pierucci e Pellegrini, che l'azione l'aveva alimentata e che, ricevuto il pallone di ritorno al vertice sinistro dell'area di porta, apre il destro in diagonale troppo oltre il palo lontano. Più vicino allo specchio va lo Scandicci con l'angolo che Borchi calcia dalla bandiera sinistra e che, pescato poco oltre il secondo palo, di testa Andrei corregge sulla traversa (Jordan Ricci tocca, 38'). Già percepibili, le imprecazioni dello Scandicci si fanno rumorose nell'azione che chiude il primo tempo: sull'angolo che Pellegrini batte corto scambiando con Sarnataro e che poi crossa verso il centro dell'area di rigore (prolunga di sicuro Marzano, forse anche Giovannelli) irrompe Rigacci, che in posizione niente più che sospetta si serve della fronte per spingere il pallone in rete. D'Ascoli convalida, e delle difficoltà di valutare il fuorigioco con così tanti incroci e altrettanti tocchi s'è già detto; seguono i due fischi di chiusura del primo tempo. Al riavvio, dopo aver provato a segnarsi da solo (Rigacci dà un pallonaccio a Jordan Ricci, che per evitare l'autorete deve rinviare come viene: ne nasce un servizio per Bagalà, che controlla non benissimo e col destro calcia oltre il secondo palo), il Tau crea subito l'azione del raddoppio: non la concretizza Giovannelli (gli va strettissima l'unica rete segnata in stagione), che scappa a sinistra sul filtrante di Pellegrini invitato a verticalizzare dalla punizione veloce di Marzano e una volta violata l'area di rigore calcia col mancino colpendo il palo (52'). Dell'episodio favorevole lo Scandicci cerca subito d'approfittare col destro che, Talbi a favorirlo, Kurti scarica verso la porta dal fronte destro della trequarti: incerto nella presa, quasi sorpreso, Jordan Ricci deve retrocedere rapidamente per inchiodare il pallone sulla linea e tenerlo lì, evitando che ruzzoli in rete o che Filippo Pacini ce lo spinga (54'). Con un'azione più ragionata lo Scandicci ci riprova sette minuti più tardi facendo perno sul fisico di Nocentini, cui dopo la rivoluzione Bernocchi affida il centro dell'attacco: è lui a sprintare a destra, lui a restituire il pallone a Borchi, che l'azione l'aveva avviata con un filtrante e che col mancino in girata calcia di molto oltre il secondo incrocio. Anche se la porta resta lontana suona nitido l'allarme per il Tau, che nel giro d'un paio d'azioni confeziona un'altra occasione per il raddoppio: lo fallisce Stondei (aveva rilevato Giovannelli), che Sarnataro aveva liberato dietro la difesa e che in uscita bassa Izzo contiene. È un episodio decisivo, perché inizia l'ultimo quarto e lo Scandicci pareggia: calciando col destro rasoterra in diagonale dal limite dell'area di rigore segna Focardi, liberato a sinistra dal lancio strabiliante di Lodovisi (mancino di prima, trentacinque minimo i metri coperti) sul pallone profondo di Nannoni ripulito dalla sponda di Nocentini. È la rete dell'1-1, che rischia di reggere cinque minuti soltanto, perché la difesa dello Scandicci si fa sorprendere di nuovo da un filtrante, stavolta di Pierucci per Pellegrini: l'esito è identico a una decina di minuti prima, in uscita bassa - ora col piede, e poi neutralizza la ribattuta di Matteucci, che aveva appena rilevato Moschini - Izzo neutralizza. È l'ultima azione in cui lo Scandicci vacilla, nei diciassette minuti (poi ventuno) che restano da giocare il Tau non riesce più a costruire vere occasioni da rete; anzi, nel finale rischia sulla punizione (per neutralizzare gli effetti del passaggio pigro che aveva diretto verso Guidi, da poco entrato per Romanelli, Rigacci deve giocarsi il fallo con ammonizione in allegato) che Borchi aveva conquistato intorno al vertice sinistro dell'area di rigore e che col destro calcia verso la porta: la protegge Mariotti, entrato a freddo per Jordan Ricci (un contrasto lo aveva costretto a dare forfait in anticipo) e reattivo dietro la barriera, che s'era aperta a tradimento. Almeno il pari il Tau lo salva, ed è il minimo per quello che s'è visto (il vantaggio, il palo di Giovannelli, Stondei e Pellegrini soli davanti a Izzo); di perdere però non avrebbe meritato neppure lo Scandicci, che con una prova di grande carattere e altrettanta qualità rompe un matrimonio durato pochissimo. Per ricomporlo c'è ancora tempo: resta da convincere il Fucecchio, che intanto sul campanello di casa ha piazzato la targa col doppio cognome.
Calciatoripiù: dello spazio che i due 4-3-1-2 concedono sulle corsie laterali approfitta soprattutto Serafini sul fronte sinistro d'attacco del Tau, dove gli è facile dialogare con Pierucci spesso coinvolto nella manovra da Tancredi, che sbaglia il primo pallone e poi nessun altro, o quasi. L'ottima prova in mediana però non basta per la quinta vittoria consecutiva: non basta perché Nocentini e Lodovisi mettono Focardi in condizione di battere a rete, e perché a cavallo del'1-1 Izzo si rende protagonista di due uscite sovrumane, quelle nelle quali di solito si commette fallo e si provoca il rigore, e invece stavolta il gesto tecnico è così pulito che nessuno azzarda neppure mezza sillaba di protesta.
Samuele Tofani