66' Biba
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Chiarini (3), Pirrone, Celi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Riccomi, Pucci, Falleni. A disp.: Mazzetti, Lepri, Gazzarrini, D Angelo, Mecacci, Karaj, Colangelo, Silvestri Y. . All.: Lucarelli Massimo
AFFRICO: Lombardi, Giannoni, Agosti, Palazzini, Shehade, D Onofrio, Biba, Sciulli, Fuccini, Donigaglia, Termini. A disp.: Mugnaini, Bahry, iania, Gianassi, Borgheresi, Nutini, Tinelli, Nunziati, Russo. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Fabio Bocca di Lucca
RETI: 66' Biba
Un capitolo no, sarebbe troppo, ma nella storia gloriosa dell'Affrico qualche pagina scritta bene l'impresa di Perignano se la merita. Se la merita perché già vincere in casa della capolista (0-1, decide Biba a metà ripresa), e detronizzarla, è un passaggio che connota una stagione: la vittoria si trasforma in un trionfo se ci s'aggiunge l'inferiorità numerica per molto più di un'ora. Corre infatti il 20' quando, ultimo dei suoi per evitare l'eventuale ripartenza del Fratres Perignano su un calcio d'angolo, Giannoni controlla male il pallone respinto dalla difesa avversaria, se lo fa portar via da Pucci e riesce a interromperne la progressione solo quando l'area di rigore s'è fatta vicinissima; il problema è che la interrompe fallosamente, e dunque - chiara l'occasione da rete: posizione centrale, porta vicina, pallone in possesso, solo Lombardi come ostacolo - Bocca non può che decretare un'espulsione pesante. Con un altro allenatore la sbandata sarebbe stata probabilissima, e invece Gori (mai scordarselo: un anno e mezzo fa si prese lo scudetto con una squadra sì fortissima, ma fortissima anche perché la guidava lui) è qui che vince la partita: su sua indicazione l'Affrico s'abbassa per non lasciare spazio alle proprie spalle, e per tutto il primo tempo concede una sola occasione, che senza troppo faticare Lombardi neutralizza a Riccomi. È quasi inevitabile che si vada alla pausa senza sussulti, e che al riavvio la tribuna s'attenda la pressione crescente del Fratres Perignano: sorpresa, come col Forte dei Marmi è il momento del blackout. Le punte non trovano spazi, la mediana si scopre imprecisa; così l'Affrico prende coraggio. Al quarto d'ora, imbeccato da un filtrante di Shehade che aveva calamitato un angolo respinto e aveva spedito il pallone rasoterra di nuovo in area di rigore, D'Onofrio (Simone Sommani para col piede) fa le prove del vantaggio: dieci minuti più tardi lo segna Biba, che sugli sviluppi d'una situazione nata allo stesso modo (Palazzini alla bandiera, pallone rinviato) opta per la soluzione personale e da una ventina di metri sferra un mancino formidabile, in porta con l'aiuto del palo. Allo 0-1 che gli costa il primato il Perignano reagisce malissimo: fino al recupero non riesce a creare occasioni per il pari, e anzi rischia tanto su un altro mancino, stavolta di Borgheresi, che dopo la sterzata da destra chiama Simone Sommani a una parata non banale. A questa s'aggrappa il Perignano per tenere la partita aperta fino all'ultimo istante, quello che s'esaurisce con la punizione di Pucci respinta dalla barriera e, sulla ribattuta, la volée di Marco Silvestri dalla parte sbagliata del palo lontano. L'Affrico, che per come ha interpretato la ripresa vede lo 0-1 quasi stretto, prende fiato ed esulta: rispetto a quella da San Giuliano, stessa provincia e umore opposto, la strada di ritorno da Perignano non ha neppure una curva.
Calciatoripiù: Simone Calloni (Fratres Perignano), Termini (Affrico).
esseti