• Giov.Naz. Under 15 A-B GIR.Fase finale
  • 14/06/2026 11.00.00
  • EMPOLI
    Chico
    Menicagli
  • 2 - 2 14/06/2026 11.00.00
  • INTER
    Sanogo
    Parisi

Commento


ARBITRO:
RETI: Chico, Menicagli, Sanogo, Parisi,



EMPOLI: Puccioni, Zega, Atzeni (41' Muharremi), Cattin, Fanucchi, Falconi, Kri Bi, Dalla Bona, Chico (62' Cristiano), Menicagli (78' Franchi), Merlin (74' Princeton). A disp.: Lombardo, Di Natale, Rivieri, Allochis. All.: Alessio Gambirasio.
INTER: Spano, Mazza, Parisi, Ilic, Pietraru (78' Sare), Grigioni, Sanogo, Rigamonti, Broinas (68' Giovannoni), Tedesco (68' Terzuoli), Pititto (52' Zoumbare). A disp.: Beretta, Ottaviani, Barattieri, Fal, Zoumbare, Romeo. All.: Juan Solivellas.
ARBITRO: Maiellaro di Parma, coad. da Apollaro e Cavallari.
RETI: 14’ Sanogo, 18’ Chico, 65’ Parisi, 68’ Menicagli.
Se esiste un limite fisico, nel sistema di leggi che l’Empoli si è creato esiste anche un modo per superarlo o infrangerlo. Perché esiste l'universo standard in cui vigono le leggi della fisica, ma il calcio è uno di quegli spazi di possibilità, di quei territori in cui è possibile sviluppare e coltivare ecosistemi a sé stanti. La seria ipoteca piazzata una settimana prima a Milano con il successo di misura nel primo round contro l’Inter resiste attraverso i quasi 90’ di gioco sotto il sole a picco che rende di un verde brillante il campo di Petroio: il 2-2 finale qualifica l’Empoli all’ultimo giro di giostra, quello all’altezza più vertiginosa che si può raggiungere, con in palio lo scudetto. L’intero campionato è stato un cantiere aperto diretto da Alessio Gambirasio: per mesi e mesi il tecnico e i suoi ragazzi hanno lavorato senza paura di sbagliare, vivendo ogni errore fisiologicamente commesso durante il loro processo in divenire come un totem, anziché un tabù. Proprio sul perfezionamento delle proprie lacune e sul superamento dei propri limiti l’Empoli ha costruito un cammino memorabile durante le finali: a memoria, poche squadre sono arrivate tanto lontano partendo di rincorsa e, soprattutto, esibendo un miglioramento così costante di settimana in settimana. Una marcia a tappe forzate verso l’alto, che ha travolto gli ostacoli sul cammino, in origine Cagliari, Genoa e, per ultima ma non certo in ordine d’importanza, l’Inter. Se la più attendibile e credibile fra le scale di valutazione di una squadra di settore giovanile deve essere la sua capacità di crescita durante il tempo, l’Empoli di Gambirasio vince anche questa particolare graduatoria, e si candida a modello. La semifinale di ritorno è vissuta quasi sempre in controllo da Dalla Bona, Menicagli, Fanucchi e compagni che, di fatto, si ritrovano virtualmente fuori dall’accesso alla finale soltanto per pochi minuti nel corso di una sfida che, al netto di qualche brivido di sofferenza che era inevitabile dover concedere. Bravissimi i ragazzi di Gambirasio nel preparare al meglio anche questa sfida così delicata, risultando al top anzitutto dal punto di vista dell’approccio mentale; una gestione mai passiva e sempre dinamica del margine di vantaggio acquisito nei primi 80’ della doppia sfida, senza mai rinunciare ad essere propositivi. La dimostrazione per il numeroso pubblico accorso a Vinci per dar man forte agli azzurri arriva dopo appena trenta secondi dal via: tanto impiega Atzeni per innescare la corsa lanciata di Merlin con un magnifico lancio sulla sinistra, il numero 11 di casa aggira Pietraru e poi conclude in corsa sull’esterno della rete avversaria. L’Inter appare quasi sorpresa dall’avvio così veemente degli avversari, che per poco non trovano un clamoroso gol-lampo, e risponde subito con l’imbucata di Tedesco che cerca ma non trova Pititto, Cattin infatti compie un’ottima guardia e recupera il pallone. L’Empoli però come detto non si limita affatto a tenere la posizione, anzi spinge a pieno organico o quasi: 3’, Zega affonda sulla destra e poi serve Merlin, la sponda di quest'ultimo porge un ottimo pallone a Dalla Bona il cui traversone, svirgolato da Ilic e Grigioni, viene poi recuperato dal portiere Spanu. Al 6’ ecco la prima - doppia – occasione del match, ed è per i padroni di casa: Kri Bi scappa palla al piede e viene steso da Rigamonti, sugli sviluppi del successivo calcio piazzato l’Inter mura i tiri di Dalla Bona e Menicagli, mentre dal successivo corner, concesso con affanno dalla retroguardia lombarda, Fanucchi – in proiezione offensiva – impatta dal limite e spedisce sul fondo di qualche metro. L’Inter cerca in ogni modo di spezzare il forcing avversario e all’8’ mette sotto pressione la difesa locale con il pressing offensivo di Broinas e Tedesco, ottimo il recupero della posizione da parte di Atzeni e Cattin, che sventano la minaccia. I ragazzi di Solivellas necessitano di una risorsa disponibile possibilmente in tempi rapidi per invertire la tendenza di questi primi minuti e la individuano in Mazza; il numero 2 nerazzurro, infatti, è la chiave del gol del pareggio. Dapprima, all’11’, si libera per il cross sulla destra e cerca Piititto sul secondo palo, poi dopo 1’ esegue la stessa azione e Zega anticipa il numero 11 rivale; infine – al 14’ - propone l’assist vincente. Stavolta il destinatario del cross dell’esterno nerazzurro è Sanogo, che approfitta di una leggera indecisione dell’intero pacchetto difensivo avversario e realizza la rete che rimette in equilibrio il risultato aggregato della doppia sfida. I ragazzi di Solivellas provano a cavalcare l’inerzia favorevole riprovandoci dopo appena 2’ con uno spunto del duo Tedesco-Pititto, fermato sul più bello da Cattin, ma al 18’ ecco che la gara vive un importante colpo di scena: l’Empoli, voglioso di riscatto, si porta in attacco con Menicagli, che vede e serve Chico; il centravanti azzurro si libera per il tiro e scaglia una conclusione potente dai venti metri che, dopo aver sbattuto sulla sagoma di Pietraru, spiazza Spano e ristabilisce la parità. Stavolta sono i locali a provare a salire sulla cresta dell’onda dopo aver trovato il gol, anche grazie a Chico che, in fiducia dopo la rete, ingaggia e vince un altro duello con Pietraru e poi conclude dalla distanza, senza inquadrare il bersaglio, mentre al 23’ è sempre lui a servire un buon pallone a Menicagli, contrastato da Ilic ma comunque in grado di mettere pressione alla porta difesa da Spano. Il cooling break spezza un po’ la fase di gioco successiva, la cronaca infatti torna a proporre uno spunto di rilievo soltanto al 32’, minuto in cui un errore di Mazza spiana la strada al contropiede di Chico, il cui assist filtrante per Menicagli risulta però troppo lungo; sul successivo rilancio di Pietraru, destinato a capitan Broinas, Falconi conferma di essere ormai su livelli altissimi di rendimento, specialmente in coppia con Fanucchi, e sventa la minaccia facilitando il recupero di Puccioni. Il finale di frazione propone ritmi altissimi e alcuni frangenti di gioco un po’ caotici; al 36’ i nerazzurri aggrediscono alti gli avversari e recuperano palla con l’ottimo Parisi, che poi dialoga con Rigamonti e invita al tiro Pititto, una conclusione debole che non crea problemi a Puccioni. Nel finale di frazione ancora ospiti in avanti con due potenziali chance (ambedue in sospetto fuorigioco): la conclusione di Pititto prima, però, finisce sull’esterno della rete, mentre sul successivo cross di Parisi il colpo di testa di Broinas non inquadra il bersaglio. L’ultimo sussulto del primo tempo è però di marca azzurra: un magnifico lancio di Fanucchi premia il movimento di Menicagli che, con un pregevole pallonetto in corsa, prova a sorprendere Spano, abilissimo nel mantenere il giusto posizionamento fra i propri pali. Quando le due squadre rientrano in campo per il secondo tempo, lo fanno a ranghi quasi invariati (un solo cambio per i locali, l’avvicendamento fra Atzeni e Muharremi); si riparte dall’uno a uno parziale del primo tempo e dallo 0-1 dell’andata, è come se si giocasse una sfida nella sfida, della durata di un quarto di quest’ultima. Mister Gambirasio plaude subito all'indirizzo di Zega: il suo cross è risultato impreciso e l’occasione era potenzialmente buona, ma il triangolo che lo ha portato al traversone con Dalla Bona è uno di quei movimenti che fanno contento un allenatore e, soprattutto, lo confortano sul piano della tenuta atletica e mentale dei suoi ragazzi. La gara, infatti, è aperta e vibrante, e proprio il neo-entrato Muharremi ha voglia di mettersi in mostra, al 46’ lancia in campo aperto Chico, sorvegliato a vista però da Grigioni. Archiviato un tiro alto dal limite da parte di Menicagli (48’), al 54’ ecco che l’Empoli va a un passo dal raddoppio: lo stesso Menicagli avanza palla al piede fino al limite dell'area, poi allarga il gioco in favore di Chico che “mastica” la conclusione, facile preda di Spano. Ora il match vive di fiammate che si sprigionano a margine delle interruzioni sempre più frequenti a causa dei numerosi scontri di gioco e delle sostituzioni operate dai tecnici; l’Inter accelera i tempi e al 60’ Parisi innesca Rigamonti, il cui pericoloso traversone si trasforma ben presto in un cross, che scheggia la parte alta della traversa e si perde sul fondo. Il secondo cooling-break della sfida frammenta ulteriormente una gara che però non smette mai di circondare il pubblico con la sua tensione, anche perché quando si riprende a giocare e il cronometro segna il minuto numero 65, ecco che su Petroio – sponda Empoli - cala il silenzio: approfittando dello scarso contrasto proposto dagli avversari, i nerazzurri avanzano con un’azione combinata fra Rigamonti, Giovannoni e Parisi, il numero 3 s’incarica della finalizzazione e realizza l’uno a due con una conclusione centrale, potente e precisa. La gioia e la possibilità – ancora una volta – da parte dell’Inter di cavalcare l’inerzia positiva dura pochissimo, appena 3’. Al 68’ infatti l’Empoli si riversa in avanti e conquista una rimessa laterale, la battuta di Zega consegna palla a Cristiano che effettua una sponda intelligente in favore di Dalla Bona; il numero 8 azzurro alza la testa e poi serve al centro Menicagli, abile nel bruciare sul tempo un paio di avversari e poi fulminare Spano da pochi passi. Gioia mista a tensione che si libera: Petroio esplode mentre il numero 10 di casa festeggia a lungo, ricevendo anche un’ammonizione. Poi però c’è da tornare subito in campo, in trincea sportiva per meglio dire; l’Inter, infatti, cerca di profondere il massimo sforzo con le residue energie a disposizione in un finale infuocato non solo dal punto di vista del numero che recita la colonnina di mercurio; al 72’ Rigamonti cerca e trova Giovannoni, il cui tiro in corsa viene murato da ben due difensori azzurri pronti a immolarsi a protezione di Puccioni. Al 79’ l’ultimo sussulto d’orgoglio nerazzurro: sugli sviluppi di un’azione insistita dei ragazzi di Solivellas, la difesa locale non concede varchi e così Ilic prima e Giovannoni poi cercano la soluzione dalla distanza, ma ancora una volta il muro empolese respinge tutto. Si gioca poi fino all’86’, ed è tanta l’attesa per il triplice fischio di Maiellaro di Parma: è la certificazione che l’Empoli ha spinto un po’ più in là - ancora una volta – i propri presunti limiti, e lo scalpo dell’Inter è di quelli che, in tema di certificati, ne forniscono uno solido come il granito. Domenica, a Rimini, l'appuntamento con la storia. Il Diavolo si tenga pure i favori del pronostico: davanti ai muri che gli si parano davanti, l'Empoli s'esalta.

Commento di : calciopiu