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    Impruneta Tavarnuzze: mister Andreucci racconta il trionfo ai playoff

Erano passati dodici anni dall'ultima volta in Prima Categoria; da allora i tempi sono stati duri, ci sono state ripartenze dalla Terza e annate poco incoraggianti. Ma l'Impruneta Tavarnuzze stavolta ce l'ha fatta, grazie a un ottimo cammino nella post season chiuso con la vittoria dei playoff. La festa è scattata domenica scorsa, con il 3-1 al San Vincenzo. Gran parte del merito di quest'impresa va a mister Lorenzo Andreucci, che ha costruito un gruppo coeso e di gran carattere. Abbiamo parlato direttamente col tecnico, che ci ha raccontato la stagione e le prospettive future.

Complimenti per il traguardo mister. Ripartiamo dal percorso di queste stagioni..

Diciamo che qui, negli ultimi anni, il discorso prima squadra era stato lasciato un po' da parte dalla società. Questo è uin gruppo di ragazzi storici che anni fa è ripartito dalla Terza, facendo tutto in autonomia. Io sono arrivato tre anni fa e posso dire che, avendo giocato per tanti anni nelle categorie, c'era un'organizzazione un po' amatoriale. Inizialmente ero un po' preoccupato, la squadra aveva cinque punti dopo sette partite, ma alla fine siamo arrivati sesti che è un ottimo traguardo, per come eravamo messi. L'anno scorso è stato al di sopra delle aspettative, arrivando secondi con l'intenzione di fare un campionato normale. Poi abbiamo perso quella finale contro il Campiglia, una squadra troppo più esperta. L'Impruneta è un gruppo molto giovane: non avendo un budget da poter investire, deve puntare tutto sui ragazzi.

Quest'anno invece l'obiettivo promozione era dichiarato?

Stavolta sì. Visto che siamo arrivati secondi nella passata stagione, abbiamo cercato di convincere i ragazzi a rimanere dicendo loro di voler lottare per vincere o il campionato o i playoff. Alla fine in campionato è andata come è andata. E dopo la sconfitta in semifinale di Coppa, sinceramente, pensavo in negativo perché quella è stata una bella batosta. Invece ci ha dato di più, forse ha acceso la miccia. Nelle ultime partite prima dei playoff eravamo comunque arrivati corti a livello di fiato, si sentiva la stanchezza. Avevo qualche dubbio, ma poi abbiamo fatto un ottimo lavoro fisico nell'ultima parte. Non era affatto facile uscirne vincitori, anche perché abbiamo beccato il triangolare con la prima gara fuori casa, su un campo complicatissimo. Ci sono state tante difficoltà, mi complimento coi ragazzi perché era una missione complicata.

Come si è svolto il crescendo di emozioni di domenica, contro il San Vincenzo?

Non è stata una bellissima partita, però sai le finali.. spesso sono così. Lo scorso martedì sono andato a vedere il San Vincenzo prima della nostra gara. Anche in quel caso sono partiti fortissimo nel primo tempo, con una mezz'ora di spessore, crollando però fisicamente nella ripresa. In base a questo ho preparato la gara. Ed effettivamente sono partiti a mille anche domenica; per quanto noi avessimo avuto le prime due occasioni, sono andati in vantaggio loro. E l'espulsione ci ha complicato ulteriormente le cose, ma siamo stati bravi a pareggiarla entro la fine del primo tempo. All'intervallo ho pensato che non avrei potuto reggere rimanendo chiuso 45 minuti a oltranza in area, ce la dovevamo giocare. E alla fine è andata bene. I ragazzi ci hanno messo il massimo, non giocavamo contro una squadretta, anzi. Se non dai tutto, queste partite non le vinci. Alcuni di questi giocatori vengono da Panzano, da Greve in Chianti.. nessuno di questi riceve un centesimo eppure sono sempre uniti e volenterosi. La nostra forza è il gruppo, l'ho sempre detto. Quando sono arrivato due anni fa vedevo gruppetti nello spogliatoio, infatti la prima stagione mi ha fatto capire di dover lavorare sul creare un gruppo. Ed è quello che sono riuscito a fare. Ho portato anche alcuni ragazzi che avevo allenato nella Juniores del Lebowski e sono entrati perfettamente all'interno della squadra.

E adesso?

Quello che spero io è che, non avendo budget neanche il prossim'anno, l'Impruneta riesca a coinvolgere tutti i ragazzi e a trattenerli. Chiaramente è difficile coinvolgere giocatori d'esperienza e di categoria, purtroppo non vengono a fare beneficenza (ride, ndr). Sicuramente sarà un'annata difficile, ma è un premio per i ragazzi che meritano questo salto di categoria. Girone? Potremmo finire in tre gironi diversi. Personalmente non vorrei finire in quello della provincia di Firenze, anche se sarebbe quello più abbordabile. Ho fatto il girone di Siena per tanti anni, lo reputo il più difficile a livello tecnico però è tutto un altro giocare a calcio. Non possiamo decidere noi, si starà a vedere.

Niccolò Masini

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