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    Rosignano Solvay: le parole di La Rosa, tecnico dei Giovanissimi

Dopo una stagione vissuta ai vertici del campionato Giovanissimi provinciali di Livorno, il Rosignano Solvay di mister Giuseppe La Rosa ha chiuso il proprio percorso al secondo posto, alle spalle della sola Audace Isola d'Elba, confermandosi tra le realtà più competitive della categoria. Un cammino di alto livello, costruito attraverso una lunga rincorsa ed impreziosito da numeri importanti, che ha permesso ai bianco-blu di conquistare l'accesso alla Coppa Toscana.

Un percorso, quello di coppa, dove il Rosignano ha già superato il Migliarino ai quarti di finale e si prepara ad affrontare la Pro Soccer Lab in una semifinale che vale l'accesso all'ultimo atto della competizione. Proprio della stagione, della coppa e della crescita dei suoi ragazzi abbiamo parlato con mister La Rosa.

Iniziamo subito con la Coppa Toscana, dove siete riusciti ad accedere alle semifinali. Si aspettava di arrivare così lontano?

Sinceramente sì, perché so di avere a disposizione un gruppo di ragazzi straordinari. Il merito di questo percorso è soprattutto loro: sono ragazzi seri, che lavorano con grande impegno e meritano tutto quello che stanno ottenendo. Non siamo riusciti a vincere il campionato perché l'Isola d'Elba è stata più brava di noi, ma siamo comunque una squadra competitiva e lo stiamo dimostrando anche in Coppa Toscana. Le prestazioni sono figlie non solo delle qualità tecniche, ma anche della condizione fisica che siamo riusciti a mantenere nonostante la fine del campionato. Continuiamo ad allenarci con grande professionalità e questo ci permette di arrivare alle partite sempre nelle migliori condizioni. Ripeto, sono davvero orgoglioso di allenare questi ragazzi.

Parlando del quarto di finale vinto 2-0 contro il Migliarino, secondo lei cosa avete avuto in più che vi ha permesso di passare il turno?

Secondo me la differenza l'abbiamo fatta soprattutto sul piano fisico. Fin dal primo minuto abbiamo tenuto un ritmo molto alto e, con il passare dei minuti, il Migliarino è calato, soprattutto nella seconda parte della gara. Dal punto di vista difensivo siamo stati molto ordinati: abbiamo concesso praticamente una sola vera occasione, nella quale il nostro portiere è stato bravissimo a intervenire. Allo stesso tempo, però, noi abbiamo creato quattro o cinque opportunità importanti per sbloccare la partita. Il gol è arrivato nel finale del primo tempo e poi siamo riusciti a chiuderla nella ripresa. Per quello che si è visto nell'arco dei settanta minuti, credo che il risultato sia stato giusto.

Guardando invece alla semifinale che vi aspetterà contro la Pro Soccer Lab, si è già informato sulla squadra?

Sì, abbiamo raccolto qualche informazione. Sicuramente è una squadra molto forte e compatta: se è arrivata fino alle semifinali significa che ha grandi qualità. Anche nel proprio campionato ha chiuso al secondo posto e tutti me ne hanno parlato molto bene. Secondo me potrebbe tranquillamente essere una finale anticipata, perché si affrontano due squadre che hanno disputato una stagione di altissimo livello.

Quando si arriva a una semifinale con ragazzi dell'under 15, come si gestisce un appuntamento così? Cosa si dice ai giocatori in questi casi?

La prima cosa è trasmettere loro sicurezza nei propri mezzi, perché durante l'anno hanno dimostrato di averne tanti. Allo stesso tempo, però, non bisogna mai perdere di vista il divertimento. A questa età il calcio deve essere prima di tutto passione e serenità: i ragazzi devono sentire la responsabilità della partita, ma anche viverla con entusiasmo e leggerezza. È chiaro poi che una semifinale rappresenta un'occasione importante, perché può portarti a una finale che sarebbe un premio meritato per il lavoro svolto durante tutta la stagione. Noi faremo di tutto per onorare questo impegno nel migliore dei modi, poi sarà il campo a dare il suo verdetto.

Facciamo invece un passo indietro al campionato. Siete arrivati secondi alle spalle di un'Audace Isola d'Elba che ha avuto un rendimento impeccabile. Quali erano le aspettative di inizio stagione e, alla fine, prevale di più la soddisfazione per l'annata o il rammarico per il secondo posto?

Lo dico sinceramente: quando ho preso questa squadra l'obiettivo era vincere il campionato, perché ritenevo avesse tutte le potenzialità per farlo e credo che lo abbia dimostrato sul campo. Anche negli scontri diretti con l'Isola d'Elba abbiamo fatto vedere il nostro valore: abbiamo vinto 2-0 in casa e perso 1-0 in trasferta, in una partita in cui il pareggio ci stava addirittura stretto. Se fossimo riusciti a vincerla non avremmo rubato nulla. Questo, però, non toglie assolutamente meriti all'Isola d'Elba, che da quella gara ha avuto una continuità incredibile e non ha praticamente mai sbagliato. Noi abbiamo lasciato per strada punti pesanti, come il pareggio interno con il Piombino, una gara in cui abbiamo creato tantissimo senza riuscire a segnare. Alla fine, in un campionato provinciale, spesso tutto si decide in due o tre partite e quei dettagli fanno la differenza. Poi è normale che contro squadre di livello inferiore conti soprattutto l'approccio mentale, mentre gli scontri diretti sono quelli che indirizzano davvero la stagione. Noi lì abbiamo dimostrato di poter competere con tutti. Per questo c'è un po' di rammarico, ma anche la consapevolezza di aver disputato un grande campionato. E, soprattutto, faccio i complimenti all'Isola d'Elba: mantenere quel ritmo per tutta la stagione, con ragazzi di quest'età poi, non è affatto semplice.

Guardando alla sua squadra, qual è secondo lei il punto di forza principale?

Credo che il nostro punto di forza sia la difesa. Abbiamo un reparto molto solido, sia dal punto di vista tecnico che fisico, capace di reggere bene anche contro avversari di alto livello. Lo abbiamo dimostrato anche in amichevoli impegnative, come quelle contro Livorno e Perignano, dove abbiamo tenuto testa molto bene agli avversari. Detto questo, non possiamo limitarci alla fase difensiva. Abbiamo anche un ottimo centrocampo e un attacco molto prolifico: i numeri parlano da soli e testimoniano la qualità offensiva della squadra. La cosa che mi rende più orgoglioso, però, è l'atteggiamento dei ragazzi. Dal primo all'ultimo minuto danno sempre tutto e affrontano ogni partita con grande impegno. Sono felice che si stiano togliendo queste soddisfazioni, perché se le sono meritate e rappresentano un gruppo che, sotto tutti i punti di vista, dà davvero tanto.

Qual è invece l'aspetto su cui ha dovuto lavorare di più nel corso della stagione?

Sicuramente sull'aspetto mentale. I ragazzi arrivavano dopo un solo anno di calcio a undici ed il passaggio richiede un cambio di mentalità importante. Non si tratta solo di occupare spazi diversi, ma anche di interpretare il gioco in modo differente e con maggiori responsabilità. Abbiamo lavorato tanto sotto questo punto di vista e devo dire che loro hanno recepito molto bene il messaggio. Hanno voglia di imparare, ascoltano e si mettono sempre a disposizione, e questo ha facilitato il percorso di crescita. Per me allenare un gruppo così è davvero una grande soddisfazione.

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