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    Audace Legnaia: mister Privitera ci racconta i suoi Esordienti B

Un gruppo che cresce, una stagione vissuta con intensità e un percorso fatto di campo, emozioni e tanti confronti. Gli Esordienti B 2014 dell'Audace Legnaia stanno vivendo un'annata di sviluppo importante, guidati da Giovanni Privitera, che racconta così il lavoro e l'identità costruita nel tempo.

Da quanto tempo sei al Legnaia e che ambiente hai trovato?

Sono al Legnaia da tre anni. Appena arrivato ho trovato una società con una mentalità molto chiara: rispetto, educazione, voglia di stare insieme e divertirsi lavorando. Un ambiente sano, con un gruppo di lavoro serio e ragazzi pronti ad ascoltare e impegnarsi.

Quest'anno hai avuto anche più responsabilità: che stagione è stata?

Quest'anno ho avuto la possibilità di guidare la squadra in prima persona insieme a Gianluca Pellegrini. È stata una stagione molto stimolante, con tanti contenuti in allenamento e con l'obiettivo costante di tenere i bambini dentro un percorso di entusiasmo e partecipazione.

Un aspetto che ha fatto davvero la differenza è stata la presenza: raramente abbiamo avuto gruppi ridotti , e questo ci ha permesso di lavorare con continuità e qualità.

Che tipo di crescita ha avuto la squadra?

È stata una crescita reale, quotidiana. Abbiamo alternato risultati positivi a qualche sconfitta che però ci ha insegnato tanto. La cosa più importante è che la squadra è sempre rimasta unita, con la voglia di migliorarsi e di non accontentarsi. Quando hai un gruppo così, il lavoro diventa più facile e soprattutto più vero.

Quanto contano i tornei in questo percorso?

Tantissimo. I tornei primaverili ed estivi sono il momento più bello della stagione. Lì i ragazzi si misurano davvero: ci sono avversari diversi, partite vere, classifica, pressione, emozioni. Per questa categoria sono fondamentali, perché i bambini iniziano a vivere il calcio in modo più consapevole, quasi da ragazzi .

Quali sono state le esperienze più significative nei tornei?

Abbiamo fatto un bel percorso. Per il secondo anno abbiamo partecipato al torneo AdriaSport, siamo arrivati di nuovo in finale come lo scorso anno, chiudendo secondi: un'esperienza importante, vissuta con serenità ma anche con grande partecipazione, e con la soddisfazione di vedere in campo quello che proviamo in allenamento. A Cutigliano abbiamo portato due squadre e abbiamo chiuso con un terzo e un sesto posto, affrontando realtà molto forti come Pistoiese e Floria. Sono gare che ti fanno capire il livello e ti costringono a crescere in fretta.

Avete vissuto anche un torneo in casa ?

Sì, ed è stato uno dei momenti più belli dell'anno. Abbiamo organizzato un torneo al Legnaia con quattro squadre e ne è uscita una giornata di sport e soprattutto di gruppo. Anche i risultati sono stati positivi, ma il valore vero è stato vedere i ragazzi vivere tutto con entusiasmo e spirito di squadra.

Che rapporto hai con questo gruppo?

C'è una sintonia vera. Essere giovane aiuta, perché il rapporto è più diretto, più immediato. I ragazzi si fidano, si sentono coinvolti, e questo crea un clima positivo. Poi quando serve c'è anche il momento delle regole e delle correzioni, ma sempre dentro un contesto di fiducia reciproca.

Che finale di stagione vi aspetta e che futuro immagini?

La stagione non è ancora finita: ci aspetta ancora un torneo importante alla Rondinella per la finale terzo-quarto posto. Sul futuro è presto per fare discorsi, ma io mi trovo molto bene al Legnaia. È una società a cui sono legato e che considero un ambiente ideale per lavorare con i giovani. L'augurio è quello di poter continuare questo percorso con questo gruppo, perché quando si costruisce qualcosa di buono, viene naturale volerlo portare avanti.

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