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    Playoff Eccellenza: uno sguardo alle due finali

Due finali, quattro squadre, novanta minuti, forse centoventi, per continuare a inseguire il sogno Serie D. I playoff di Eccellenza Toscana arrivano all'atto conclusivo con due sfide che promettono equilibrio, tensione e grande intensità emotiva: nel girone A il Viareggio ritrova la Zenith Prato, mentre nel girone B la Sansovino attende il Grassina. Sulla carta, entrambe le finali sembrano aperte a ogni soluzione, anche se il vantaggio regolamentare dei due risultati su tre concede un piccolo margine alle seconde classificate. Un dettaglio non banale, ma insufficiente per parlare di favorite nette.

Viareggio-Zenith Prato: la rinascita bianconera contro la solidità pratese

Quella del Viareggio è stata probabilmente una delle stagioni più tormentate e allo stesso tempo più sorprendenti del girone A. La squadra bianconera, oggi finalista playoff, soltanto pochi mesi fa sembrava smarrita. Tra la fine del 2025 e l'inizio del nuovo anno attraversò un periodo nerissimo, con appena due punti raccolti in cinque partite e una classifica che iniziava a farsi preoccupante.

In quel momento delicato arrivò persino l'intervento simbolico di Marcello Lippi, viareggino doc, che volle incontrare la squadra per trasmettere fiducia e senso di appartenenza. Un episodio che segnò emotivamente l'ambiente. La svolta tecnica, invece, arrivò poco dopo: l'allora allenatore Walter Vangioni, rimasto a lungo in bilico, venne sostituito a febbraio da Lorenzo Fiale, ex giocatore bianconero e figura profondamente legata al club.

Da lì il Viareggio cambiò passo. Una lunga serie di risultati utili consecutivi rilanciò le ambizioni della squadra fino allo scontro diretto proprio contro la Zenith Prato, travolta 3-0 nel ritorno. Un risultato pesante, ma che racconta solo in parte l'andamento reale di quella gara: i pratesi, obbligati a vincere per riaprire la corsa al secondo posto, crearono numerose occasioni senza concretizzarle e finirono puniti nel finale.

La Zenith Prato arriva a questa finale con una propria identità molto precisa. Simone Settesoldi guida il gruppo da anni e ha costruito una squadra estremamente organizzata, reduce dalla dolorosa retrocessione dalla Serie D maturata a tavolino per questioni di tesseramento, nonostante la salvezza conquistata sul campo.

Difesa ferrea, la seconda migliore del campionato, attenzione maniacale agli spazi e gestione dei ritmi: questa è la filosofia di Settesoldi. Il limite, semmai, è stato offensivo. La Zenith ha chiuso con appena il quinto attacco del girone e rinuncerà quasi certamente a Niccolò Del Pela, bomber da nove reti alle prese con uno stiramento. L'altro uomo chiave resta Kouassi, anche lui autore di nove gol in stagione più una rete nel playoff.

Il copione della partita sembra già scritto: la Zenith dovrà fare qualcosa in più perché soltanto la vittoria può consentirle di proseguire il cammino, ma difficilmente lo farà sbilanciandosi. È probabile una gara bloccata, tattica, in cui i pratesi proveranno prima di tutto a non concedere spazi, aspettando il momento giusto per colpire. Il Viareggio, dal canto suo, sembra avere qualche alternativa in più a livello di profondità della rosa e arriva alla finale nel miglior momento della stagione. Ma in partite come queste, spesso, i dettagli fanno tutta la differenza.

Sansovino-Grassina: rivincite, memoria e una sfida che profuma di storia recente

Anche nel girone B la finale playoff racconta molto più di una semplice partita. Sansovino e Grassina si ritrovano di fronte dopo una stagione fatta di incroci pesanti, cambi di inerzia e precedenti che aggiungono fascino alla sfida.

C'è un dato che colpisce più di tutti: in campionato il Grassina ha dominato entrambi gli scontri diretti. Prima il 2-0 esterno alla seconda giornata d'andata, poi il clamoroso 6-0 nel ritorno, risultato che rappresentò il punto più basso della stagione della Sansovino. Una sconfitta devastante, che portò il club a cambiare guida tecnica.

La Sansovino, neopromossa dopo il doblete dello scorso anno tra campionato e coppa, era partita con grandi ambizioni e investimenti importanti. Tuttavia, la squadra aveva perso continuità nella fase centrale della stagione, tanto da arrivare all'esonero di Giacomo Chini, l'allenatore protagonista della doppia vittoria dell'anno precedente. Al suo posto è arrivato Luca Tognozzi, ex Affrico, che ha progressivamente rimesso in carreggiata la squadra fino al rush finale culminato con il successo sull'Antella all'ultima giornata: un 1-0 decisivo per blindare il secondo posto e conquistare direttamente la finale playoff grazie alla forbice .

Il Grassina, invece, ha vissuto una stagione quasi opposta. Partito senza i favori del pronostico e con ambizioni ridimensionate, il gruppo allenato da Marco Cellini è stato a lungo la rivelazione del campionato, restando in corsa per il vertice fino alle ultime giornate. La finale è arrivata grazie al successo per 3-2 sulla Colligiana in semifinale, altra dimostrazione della qualità offensiva e della personalità della squadra rossoverde.

E poi c'è il precedente che inevitabilmente torna alla mente. Due anni fa, nel 2024, Sansovino e Grassina si affrontarono già in una finale playoff di Promozione: anche allora la Sansovino arrivava seconda e il Grassina terzo. Finì 2-0 per il Grassina, che poi completò la propria corsa verso l'Eccellenza vincendo il quadrangolare playoff. Storie che si intrecciano, percorsi diversi e un equilibrio che rende difficile ogni previsione. La Sansovino sembra avere qualcosa in più sul piano della struttura e della profondità della rosa, ma il Grassina ha già dimostrato di saper colpire proprio quando conta di più. E dopo i due precedenti stagionali, nessuno può permettersi di sottovalutare i rossoverdi.

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