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    FIGC: varato il nuovo Progetto Tecnico del calcio giovanile italiano

È ormai dall'ultima nostra partecipazione ai Mondiali, nel lontano 2014, che, dal più giovane appassionato ad un ampio numero di addetti ai lavori, si invoca un intervento in un ambito come quello dei settori giovanili, ritenuto a ragione la base su cui costruire un sistema sano e futuribile. Nella giornata di ieri, ad una settimana esatta dagli spareggi per la qualificazione ai Campionati del Mondo di quest'anno in Nord America, la FIGC ed in particolare il presidente Gabriele Gravina hanno presentato il nuovo Progetto Tecnico del calcio giovanile italiano.

Il progetto si pone l'obiettivo di riunire sotto un unico coordinamento, sul modello delle principali federazioni europee, le tre realtà che si occupano dello sviluppo del calcio in Italia: il Settore Tecnico, il Settore Giovanile e Scolastico ed il Club Italia. Tutti, da qui in avanti, faranno riferimento ad un Direttore Tecnico, individuato nella figura di Maurizio Viscidi, con un obiettivo chiaro: rimettere la tecnica al centro del percorso formativo, limitare l'eccesso di tattica e curare maggiormente l'addestramento individuale di allenatori e giocatori.

Come sottolineato dallo stesso Viscidi:

Mi confronterò con le varie componenti tecniche, affinché ci sia un'idea condivisa. Vogliamo porre l'accento sull'aspetto tecnico, perché stiamo notando che, in Italia, si sta forse un po' esagerando con la tattica e con la ricerca del risultato. Cercheremo, come Federazione, di far presente che la tecnica deve tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Proporremo un modello di allenamento ai club e affiancheremo tecnici e società nel lavoro quotidiano, perché se miglioriamo il singolo, miglioriamo il collettivo.

Oltre a Viscidi, spicca il coinvolgimento di figure di rilievo come Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, che saranno responsabili delle linee guida dell'attività di base, con l'obiettivo di migliorare il percorso formativo dei bambini dai 5 ai 12 anni. Le direttrici principali saranno incentrate sull'incremento dei corsi per responsabile dell'attività di base, una maggiore qualificazione dei formatori, l'introduzione della programmazione per categoria attraverso percorsi formativi dedicati e la riorganizzazione e valorizzazione delle Aree di Sviluppo Territoriale, con la figura del tecnico AST chiamato a intensificare la collaborazione con le singole società.


Foto: figc.it

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